CHIETI – Si chiama Melissa Grano la giovane donna di Chieti che ha dato alla luce la sua primogenita inaugurando la vasca per il parto in acqua installata nel reparto di Ostetricia del policlinico di Chieti: singolare coincidenza, la donna era venuta al mondo in Inghilterra 33 anni fa con la stessa modalità che, secondo gli esperti, migliora il benessere materno e neonatale, riducendo il dolore e i danni a carico dei tessuti perineali.

“Ho deciso di partorire in acqua al momento, non l’avevo valutato prima, ma è una scelta che consiglio a tutte le donne. È stata un’esperienza davvero straordinaria – dice la giovane mamma. A contatto con l’acqua sono riuscita a rilassarmi e a contenere gli spasmi del travaglio. Ed è stato bellissimo potermi concentrare sulla magia di quei momenti, di cui conserverò un ricordo intenso e carico di emozione”.

Alla bimba è stato dato nome Gaia, pesa tre chilogrammi e gode di ottima salute. Presto potrà fare ritorno a casa, insieme alla sua mamma. “Abbiamo voluto offrire alle donne una possibilità alternativa al parto tradizionale – puntualizza Cinzia Di Matteo, ostetrica e caposala della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’ospedale di Chieti -. La vasca offre indubbi vantaggi, perché consente un rilassamento ottimale, libertà di movimento della partoriente e migliora il contatto tra il bambino e la mamma, che vive l’esperienza della nascita con gratificazione. Va ridotto al minimo l’intervento dell’ostetrica che, insieme al ginecologo e al neonatologo, si limita a garantire alla donna, oltre alla libertà di scelta, le condizioni di massima sicurezza e tutela per la salute della mamma e del neonato”.

Per contribuire alla diffusione del parto in acqua, nei giorni scorsi si è tenuto il primo corso aziendale sul tema, rivolto a tutti gli operatori dei punti di nascita, ai quali sono stati illustrate gli aspetti più importanti, pratici e psicologici, del “partorire ed essere partoriti” in acqua.