L’AQUILA – I sindacati torneranno a protestare insieme ai lavoratori precari delle Asl abruzzesi martedì 22 marzo prossimo dinanzi la sede del Consiglio regionale d’Abruzzo.

Lo annunciano Carmine Ranieri della Cgil-Fp, Vincenzo Traniello della Csil-Fp e Fabio Frullo della Uil-Fp.

“A oggi – dicono in coro i sindacalisti – nessun passo in avanti è stato fatto per consentire la proroga dei contratti di oltre 1.200  lavoratori delle Asl abruzzesi e garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza ai cittadini ed il loro diritto alla salute”.

La ‘triplice’ ricorda che “i precari, dopo aver maturato una professionalità pluriennale negli ospedali regionali, verranno licenziati a breve nonostante il loro lavoro quotidiano è prezioso per mandare avanti la sanità abruzzese. Nel frattempo, ogni interlocutore istituzionale interessato alla problematica, a cominciare dal presidente della Regione Gianni Chiodi, scarica le proprie responsabilità sugli altri livelli di governo”.

Le norme imposte dai ministri Tremonti-Brunetta, impongono alle amministrazioni pubbliche che i costi del personale per l’anno 2011, siano pari al 50 per cento di quelle sostenute nel 2009. Questa misura, combinata con il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato che si protrae oramai da diversi anni, sta creando difficoltà enormi. Reparti carenti di personale, liste di attesa infinite, sempre più abruzzesi vanno a curarsi fuori regione.

“Non si può parlare solo di conti – proseguono i sindacati –  ma prima di tutto ci si deve preoccupare della qualità dell’assistenza. Se i precari  andranno a casa le cose peggioreranno ulteriormente”.

I sindacati interesseranno della problematica anche i prefetti, poichè l’applicazione della norma ‘taglia-precari’ “non può consentire – concludono i rappresentanti – la mancata erogazione dei livelli essenziali di assistenza ai cittadini, garantiti anch’essi da una legge nazionale per l’attuazione del principio costituzionale del diritto alla salute”. (s.cas.)