GUARDIAGRELE – Ennesimo ricorso al Tar per l’ospedale di Guardiagrele (Chieti). A proporlo è sempre il consigliere d’opposizione Simone Dal Pozzo al fine di scongiurarne la chiusura che sembra dettata anche dal nuovo atto aziendale appena varato dal manger Asl, Francesco Zavattaro.
All’inizio, però, sembrava che anche questa volta l’ospedale guardiese ce l’avesse fatta a scampare alla soppressione. Dopo aver evitato per tanti mesi la stessa sorte che era toccata ai piccoli ospedali di Casoli e Gissi, cui era stato accomunato, sembrava che anche con le nuove disposizioni dell’atto aziendale appena andato in vigore, sebbene drasticamente ridotto, comunque il nosocomio sarebbe rimasto attivo. E invece, a leggere bene le carte, pare che non sia così.
“L’atto aziendale – sostiene il consigliere comunale – decreta, sia pure maldestramente, la chiusura dell’ospedale. Le tabelle allegate all’atto, infatti, praticamente prevedono la soppressione dei reparti di medicina, geriatria, lungodegenza e radiologia. Lo specchietto per le allodole che in questi giorni ha fatto ritenere che il SS. Immacolata non sarebbe stato chiuso è costituito dalla previsione del Pronto soccorso che, però, resta aperto ‘fino alla riconversione del P.O. di Guardiagrele in P.T.A.’, sorte che tocca anche alla Psichiatria che resta a Guardiagrele fino alla chiusura dell’ospedale”.
In realtà nel nuovo atto aziendale non si trova scritto da nessuna parte che l’ospedale chiuderà, ma guardando le caselle vuote in corrispondenza delle unità operative ancora oggi funzionanti, si presume che questo sia il futuro del presidio ospedaliero.
Ecco perciò già pronto il nuovo ricorso al Tar contro quanto sancito dall’atto aziendale. Documento che per Dal Pozzo è illegittimo, perché richiama le delibere commissariali 44 e 45 dello scorso anno che avevano previsto la chiusura dei piccoli ospedali e che, nel maggio 2010, erano state annullate dal Tar.
È anche vero, però, che il governo Berlusconi aveva superato quelle sentenze trasformando in legge il Programma operativo.
“Non abbiamo dato tregua ad Asl e Regione – continua Dal Pozzo – impugnando ogni provvedimento che ledeva gli interessi della nostra comunità, non ultima la delibera che ha sottratto a Guardiagrele mezzo milione da destinare alla diagnostica. Continueremo la battaglia legale impugnando immediatamente anche l’atto aziendale e questa volta confidiamo nel fatto che il Tar sospenderà gli atti rinviando la decisione alla Corte costituzionale”.




