L’AQUILA – “Al presidente Marco Marsilio ricordo le parole di Giorgio Almirante: ‘il ladro merita la galera, se è uno dei nostri l’ ergastolo'”.
È uno dei passaggi più significativi della lunga ed articolata nota a firma di Luigi Leonzio, già direttore di Cardiologia-Utic, direttore sanitario aziendale, segretario interregionale Abruzzo Molise Cisl Medici, nonché segretario provinciale Lega Chieti.
Il tema è quello dell’aumento dell’addizionale Irpef, disposto dalla Giunta regionale, per sanare il debito della Sanità, in questi giorni in discussione in Commissione Bilancio in attesa dell’approdo in Consiglio regionale il 3 aprile.
Da uomo della sanità e del centrodestra, e da esponente della Lega, partito che è già arrivato allo scontro diretto con il presidente Marsilio, di FdI, e che oggi con i consiglieri regionali Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti ha presentato una serie di emendamenti per correggere la manovra, Leonzio non risparmia critiche al governo regionale e alle opposizioni di centrosinistra sottolineando, tra le altre cose, la necessità di un controllo sui direttori generali delle Asl che, “seppure nominati dal governo regionale in carica, devono essere valutati periodicamente da un organo terzo commissariale indipendente, con potere di rimozione, in relazione al raggiungimento o meno degli obiettivi assegnati”.
Di seguito la nota completa.
“La sanità pubblica in Italia ,come in Abruzzo, vive profonde criticità al limite del collasso – mortificante mobilità passiva, carenza di medici ed infermieri sotto remunerati, figlia di una decennale inadeguata programmazione nazionale, bilanci Asl in preoccupante crescente disavanzo, liste di attesa oltre ogni limite temporale e di tolleranza, condizioni di lavoro a rischio, perdurante assenza delle linee guida regionali propedeutiche per la indispensabile stesura degli atti di programmazione aziendali , che infatti ancora oggi non esistono.
Il piano di riordino e di reingegnerizzazione della rete ospedaliera, seppure legge regionale , rischia di rimanere inapplicabile perché carente di risorse adeguate
In questi giorni in Abruzzo, a fronte di annunciati aumenti di imposte regionali, i sindacati uniti preannunciano manifestazioni di protesta e i partiti politici di opposizione chiedono a alta voce le dimissioni del Governo regionale.
Si distingue ,come spesso accade, il senatore Luciano D’Alfonso che rivendica la bontà della sua gestione. Ricorda l’ uscita dal commissariamento, frutto però della benevolenza del governo Renzi , se poi la corte dei conti, nel suo rapporto annuale, certificava ancora un disavanzo di circa 50 milioni di euro. Non menziona le furibonde, talora offensive contestazioni del movimento 5 stelle, che chiedeva a gran voce le sue dimissioni e dell’allora assessore alla Sanità Silvio Paolucci, rei di aver chiuso ospedali periferici, dequalificati altri, di non aver fatto nulla per il potenziamento delle tecnologie sanitarie e della assistenza territoriale .
Dimentica le devastanti polemiche, anche nella sua parte politica, per la gestione non trasparente del “project financing“ ,evocata a se d’autorità, per la ricostruzione dell’ ospedale clinicizzato di Chieti.
Tutti invece ricordiamo che D’Alfonso, del tutto consapevole del decalante consenso elettorale si rifugiò allora su una comoda poltrona romana lasciando il suo partito nella bufera elettorale a dover pagare il conto agli abruzzesi. Tutto questo certamente non giustifica, né sminuisce le responsabilità dell’ attuale governo regionale.
Responsabilità ed inadempienze peraltro certificate anche da alcuni autorevoli esponenti dell’ attuale governo regionale.
Infatti il Presidente della quinta commissione sanità ed il presidente del Consiglio regionale hanno chiesto e ottenuto che il loro parere in merito alla gestione sanitaria regionale avesse valore obbligatorio e vincolante.
Inoltre, il Consiglio regionale, con la legge 30/ 2024, ha tra l’ altro individuato una ‘cabina di regia’ con funzioni di monitoraggio sul controllo di gestione della erogazione dei LEA, delle liste di attesa, dell’ andamento della riduzione dei disavanzi di bilancio delle Asl e della attività di committenza regionale di Areacom.
Ha voluto cioè, seppure con paziente ritardo, ristabilire la priorità del controllo politico di verifica ed indirizzo sulle attività amministrative evidentemente inefficaci e sovente assenti.
L’ ultimo rapporto del Ministero della Salute rappresenta una sanità in Italia a più velocità. In particolare certifica che la Regione Abruzzo oggi non garantisce i LEA nelle macro-aree delle cure territoriali e della prevenzione.
Negli ultimi 15-20 anni si sono alternati governi regionali e Dg di Cdx, Csn, le criticità però permangono e tendono fisiologicamente ad accrescersi senza efficaci azioni correttive.
Le qualità di un Sistema sanitario non sono solo legate semplicemente ed esclusivamente ai soli finanziamenti, bensì alla sua ‘governance’ ed alle capacità e competenze di programmazione e verifica degli attori in campo.
Agli abruzzesi non interessa se il medico che lo cura sia di destra, di centro o di sinistra, se i Dg e il Governo regionale siano di destra, di centro o di sinistra.
Loro vogliono semplicemente essere curati bene e subito.
I cittadini non si sentono rassicurati da polemiche pretestuose e mai costruttive e propositive. È necessario un cambio di passo, atti concreti ed efficaci da parte di professionisti competenti, strutture regionali finalmente operative
I Dg, seppure nominati dal governo regionale in carica, devono essere valutati periodicamente da un organo terzo commissariale indipendente, con potere di rimozione, in relazione al raggiungimento o meno degli obiettivi assegnati.
Chi nomina avvertirà l’ obbligo di scegliere i migliori e i Dg non si gioveranno più della benevolenza di chi li ha scelti.
Ciò che più indigna è che non esistono colpevoli, che le colpe e i danni ricadano esclusivamente sui cittadini.
Al presidente Marsilio ricordo le parole di Giorgio Almirante ‘il ladro merita la galera, se è uno dei nostri l’ ergastolo”.






