L’AQUILA – Una bella sforbiciata di 18 mila posti letto con la spending review varata nei giorni scorsi, un taglio che arriva a 30 mila contando i provvedimenti degli anni precedenti.
Sono dolori quando la corsa affannata a cercare risorse per riparare al mito del debito pubblico va a intaccare il servizio primario per eccellenza, la sanità, quella che non dovrebbe essere mai toccata, ma tant’è.
I nuovi tagli piomberanno in tutta Italia con modalità applicative ancora da decidere, ma che succederà in Abruzzo, regione che prima di altre ha cominciato una faticosa via crucis per tentare di eliminare il rosso dai conti del settore?
“Abbiamo già dato”, è un po’ questa la replica dei quattro manager delle Asl regionali, interpellati da AbruzzoWeb per provare a tracciare a caldo lo scenario che si prospetta.
I direttori generali Giancarlo Silveri (Avezzano Sulmona L’Aquila), Francesco Zavattaro (Lanciano Vasto Chieti), Claudio D’Amario (Pescara) e Giustino Varrassi (Teramo) assicurano a questo giornale che le conseguenze per la popolazione non saranno impattanti.
Da tutti arriva però l’invito a migliorare la nuova frontiera della residenzialità per pazienti cronici, che possa alleggerire ulteriormente il carico sui posti letto presenti da destinare agli acuti.
SILVERI (ASL 1): “DA NOI LA SFORBICIATA C’E’ GIA’ STATA”
“Non sono preoccupato, abbiamo già avuto con il piano di riordino una buona sforbiciata ai posti letto sia nel privato che nel pubblico”, spiega Silveri.
“Al momento – aggiunge – mi sembra prematuro parlarne, i numeri nasceranno da una contrattazione che si farà a livello regionale, non è il ministero che dispone. Noi siamo a 3,5 posti letto per mille abitanti come Regione Abruzzo e la mia Asl è allineata, vedremo il limite che sarà fissato”. La spending review parla di un rapporto di 3,7, il taglio dovrebbe essre salvo.
“Il 17 luglio – prosegue il manager – ci sarà una riunione con il subcommissario Giuseppe Zuccatelli, ci sarà anche il commissario Gianni Chiodi, dopo quest’incontro ne sapremo di sicuro qualcosa di più”.
Silveri lancia una riflessione. “Il taglio va visto anche in armonia con lo sviluppo della residenzialità: se uno non ha spazi adeguati, e noi non ce li abbiamo, gira gira il paziente cronico finisce in ospedale e occupa posti per acuti”.
ZAVATTARO (ASL 2): “CON RICONVERSIONE GUARDIAGRELE CI SIAMO”
“Abbiamo fissato una riunione d’urgenza che terremo martedì per fare il punto della situazione – svela Zavattaro – ma non sono, comunque, particolarmente preoccupato. Nella nostra Asl abbiamo da tempo avviato un piano per il contenimento dei costi e i benefici si stanno iniziando a vedere, e saranno ancora più evidenti nel 2013”.
Il direttore aggiunge che “con la definizione della vicenda dell’ospedale di Guardiagrele e la possibile riconversione, siamo in attesa del pronunciamento della Cassazione, credo che comunque la nostra Asl riuscirà a rientrare nei parametri del decreto spending review, che fissa il tetto di 3,7 posti letto per mille abitanti”.
Non solo notizie positive, comunque. “Per quanto riguarda il personale – ammette il dirigente – penso sia fisiologico che un po’ lo andremo a perdere, considerati anche i vincoli del piano di rientro sanitario della Regione e i pensionamenti che, comunque, continuano a esserci”.
D’AMARIO (ASL 3): “CON SERVIZI MIGLIORI, DA UN POSTO PIU’ RICOVERI”
Molto sereno il manager dell’azienda sanitaria pescarese. “Già abbiamo fatto una grandissima revisione con l’ultimo decreto – ricorda – e la nostra rete ospedaliera è già abbastanza ridotta. Vedremo, alla luce della riduzione globale del finanziamento, quale sarà l’effetto. Lavoriamo insieme con il vice commissario Zuccatelli”.
“No, non sono preoccupato – assicura – di per sé il posto letto non significa molto, quello che serve sono i servizi, spesso dati in modo improprio anche in Abruzzo. Se si curano le persone, se ci si concentra su diagnosi e terapia, un posto letto può dare più ricoveri, non dev’essere solo un aspetto alberghiero”.
In tal senso, continua, “la necessità immediata è di aprire una rete residenziale che in Abruzzo non c’è mai stata. A quel punto – conclude D’Amario – potremo riallocare patologie croniche in ospedali declassati o nel privato”.
VARRASSI (ASL 4): “POSTI OK, CON IL BUDGET E’ SEMPRE PIU’ DURA”
“L’effetto della spending review? Nel nostro caso zero – assicura Varrassi – già stiamo come Asl sotto ai limiti come numero di posti previsti da questo nuovo taglio: 2,8 posti per 1.000 abitanti contro 3,7. Negli anni passati abbiamo non proprio tagliato ma mano mano ridotto a seconda delle necessità e siamo arrivati alla situazione attuale”.
Taglio dei posti scongiurato, insomma. Un taglio che riguarderà la Asl, però, “è quello del budget, non possiamo farci nulla. Fino a oggi le risorse sono state sufficienti, non so ancora quali proiezioni ci saranno con il nuovo decreto. Finora siamo in condizione di mantenere i livelli essenziali di assistenza, però la situazione si fa sempre più difficile”.
(ha collaborato Giorgio Alessandri)



