AVEZZANO – Mille parti da gennaio e ieri. Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Avezzano (L’Aquila), guidata da Giuseppe Ruggeri, taglia un traguardo storico. Ieri, 13 ottobre, nel reparto è nato il bambino numero 1.000.
Nella sua storia il presidio, punto di riferimento per l’ostetricia nella Marsica, non aveva mai toccato una quota così elevata nel numero di nascite (lo scorso anno erano state circa 720).
Al bimbo numero 1.000, che pesa 3 chili e 540 grammi, parto spontaneo, è stato dato nome Emanuele; è venuto alla luce ieri, alle 17.07. La madre è romena, Andreea Stanciu, 23 anni, il papà, Antonio Cherubini, 22, è marsicano e risiede con la famiglia a Pero de’ Santi, frazione di Civita d’Antino.
“Traguardo importante – dice Ruggeri – grazie al sostegno della direzione Asl e all’impegno del personale. A fine anno previsti 1250 parti”.
“Per noi e per l’ospedale – afferma Ruggeri – è un traguardo importante, mai raggiunto nella storia del presidio. Il reparto, grazie all’impagabile impegno di tutto il personale, medici, ostetriche, pediatri, anestesisti, infermieri, ha fronteggiato al meglio il sensibile aumento di lavoro degli ultimi mesi, dimostrando affidabilità e capacità di rispondere alle necessità dell’utenza.
“Ciò – continua – è stato possibile soprattutto grazie al sostegno della direzione dell’Azienda sanitaria, che ci è stata vicina e ci ha permesso di gestire al meglio la gran mole di lavoro. A fine anno, con questo ritmo, arriveremo alle 1.250 nascite”
Dei 1.000 bimbi nati finora, 150 sono di coppie straniere (soprattutto marocchini ma anche albanesi e altre etnie); altri 150 a coppie miste, mamma straniera (in larga prevalenza dell’Europa dell’Est) e papà italiano; la restante quota di bebè è di genitori italiani.
Lo staff medico di Ostetricia è composto da Giuseppe Ruggeri, Antonello Oliva e Loredana Cerrone. L’ostetrica e’ Alessia Carrozza, il pediatra Nando Di Renzo, l’infermiera Mariella Marini.
Il parto indolore è una delle importanti novità introdotte di recente che ha contribuito ad elevare la qualità del servizio. Il parto indolore, infatti, è una qualificata forma di assistenza alla partoriente, praticata in pochi ospedali.
“Il numero dei parti indolori – dichiara Ruggeri – è in crescita. Si procede a questa metodica a richiesta della partoriente e compatibilmente con le esigenze organizzative”
Nei mesi scorsi, inoltre, all’interno del reparto è stato allestito uno spazio per favorire, subito dopo la nascita, il contatto mamma-figlio, sia sul piano affettivo sia su quello più squisitamente pratico (primo allattamento ecc.). Un aspetto importante soprattutto per la donna alla prima maternità, seguita ora da una puericultrice.
Dal primo maggio scorso è stata allestita la sala travaglio, al piano terra dell’ospedale. In questo modo le partorienti vivono la fase che precede il parto in uno spazio autonomo e isolato e non più, come accadeva in precedenza, all’interno del reparto, dove si svolge l’intensa attività di lavoro.
Inoltre, essendo la sala travaglio al piano terra, così come la sala parto, il trasferimento della donna nell’ambiente operatorio, al momento della nascita, è rapido e agevole.






