L’AQUILA – “Non si riesce a comprendere la richiesta di audizione presentata da Del Turco alla Commissione speciale d’inchiesta sul SSN. Non ha aggiunto nulla di nuovo rispetto a quello che stiamo leggendo sui giornali da quasi tre anni. E soprattutto non ha chiarito diverse questioni che restano tutt’ora irrisolte”.
Lo ha dichiarato il senatore Idv Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’Idv Abruzzo nonché vicepresidente della Commissione Speciale di Inchiesta del SSN, oggi a conclusione della libera audizione al Senato dell’ex-presidente della giunta abruzzese.
“Sulla questione dei “poteri forti” che condizionano la sanità abruzzese e che accomuna le dichiarazioni di Del Turco a quelle di Chiodi – ha aggiunto Mascitelli – è deludente constatare come entrambi non si rendano conto che i poteri esterni sono forti quando la politica è debole o finta debole perché interessata.
Per il resto, dallo spaccato della sanità abruzzese che hanno raccontato, emerge una sostanziale continuità tra la gestione dei governi di destra e di sinistra che si sono alternati, di ieri e di oggi. Il capitolo delle cartolarizzazioni e delle transazioni dal 2003 in poi, per un ammontare comprensivo di interessi di oltre un miliardo di euro, viene portato avanti sostanzialmente con gli stessi sistemi e le stesse persone, come, d’altronde, aveva dichiarato tempo fa lo stesso ex presidente della FIRA, coinvolto negli scandali. Il sistema dei controlli sui ricoveri e le prestazioni che funzionavano sulla carta, ma non nei fatti, per un giro di compiacenze e una rete di connivenze, come hanno dimostrato le condizioni riscontrate un anno fa nelle strutture del gruppo Villa Pini e come confermato di recente dalla Baraldi. Il sistema della ricontrattazione e delle tariffe con i privati, gonfiate nella Giunta Pace e poi, di fatto, non modificate alla loro scadenza il 1° gennaio 2008 con la Giunta Del Turco, e poi obbligatoriamente modificate dal Commissario Chiodi solo nel 2010, con un minore risparmio per le casse regionali, rispetto agli obiettivi di risparmio prefissati dagli accordi con lo Stato.
“Insomma – ha concluso Mascitelli – cambiano gli orchestrali, ma la musica è sempre la stessa”.




