CHIETI – “Sembra paradossale ma evidentemente c’è chi ha ancora nostalgia di quando l’Abruzzo era considerato una regione-canaglia della sanità, sia dal punto di vista dei conti che dei rapporti tra l’ente pubblico e il privato”.
Questo il commento del vice coordinatore regionale del Pdl, il senatore Fabrizio Di Stefano, alle richiesta del parlamentare dell’Idv Alfonso Mascitelli, inoltrata alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, di un’audizione del procuratore capo di Pescara e del presidente dell’Aiop per parlare dei rapporti tra sanità pubblica e privata in Abruzzo.
“Il commissario Gianni Chiodi e il subcommissario Giovanna Baraldi – ricorda Di Stefano – hanno fatto uscire l’Abruzzo dalle sabbie mobili e l’hanno avviato verso il definitivo risanamento con il pareggio di bilancio. Alla luce di questo, la volontà dell’Idv di trasferire il dibattito politico su un tavolo di tutt’altra natura sembra forzata”.
Secondo il senatore, “non si capisce perché si debba trasferire la discussione su un tavolo che non è più politico né tecnico, ma richiama anche momenti tristi della gestione della sanità nel recente passato”.
“Il risanamento in atto in Abruzzo – prosegue il vice coordinatore – è testimoniato dal monitoraggio continuo da parte dei ministeri della Salute e dell’Economia. Non è vero che ne parla solo Chiodi, ma è un processo attestato e riconosciuto”.
“A questo punto – afferma ancora – viene da pensare che quando la politica mette in atto una vera azione riformatrice, va a toccare interessi legittimi, ma che sono ormai consolidati. I sedicenti legalitari dipietristi evidentemente non sono indifferenti a queste dinamiche”.
Il vice coordinatore pidiellino risponde anche al consigliere regionale Carlo Costantini, che ha parlato di “sanità clandestina”.
“Se sa qualcosa – conclude – è suo preciso dovere istituzionale renderlo noto nelle sedi opportune, ma basta con le insinuazioni e la strumentalizzazione politica”.






