L’AQUILA – “Va chiarito un aspetto fondamentale di questa battaglia: nessuno di noi è contrario ad un ospedale di secondo livello a Chieti-Pescara. Vogliamo sapere, anche se lo abbiamo capito da tempo, perché viene negato a L’Aquila e Teramo. Crediamo sia ora di coinvolgere gli esponenti politici teramani”.

Lo dichiara ad AbruzzoWeb Giorgio De Matteis, consigliere comuanale di L’Aquila Città aperta, a distanza di pochi giorni dalla rissa verbale in Consiglio sulla sanità e con l’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni, il Consiglio comunale dell’Aquila sulla sanità, che ha visto proprio De Matteis “invitare” l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci a lasciare l’aula alla notizia che il contestato decreto del presidente della Regione Luciano D’Alfonso era stato appena validato dal ministero.

“Il decreto Lorenzin non impedisce la creazione di due hub di secondo livello in regione: Pescara-Chieti e L’Aquila Teramo –  le parole di Paolucci prima della rissa – Il problema è tutto legato al campanile e alla resistenza dei territori e quindi degli ospedlai a cedere reparti”.
“Follia pura – accusa De Matteis, che questa mattina è intervenuto in conferenza stampa con gli altri esponenti del centrodestra comunale Luigi D’Eramo, Emanuele Imprudente e Daniele Ferella (Guido Liris assente per motivi di lavoro) – la verità è che hanno decretato la morte dell’ospedale aquilano. È vero che non si chiudono i reparti, ma è altrettanto vero che in queste condizioni non si potrà mai avere ciò che spetta ad un hub di secondo livello. È il caso di ribadire che due ospedali di secondo livello sono assolutamente compatibili, considerando che in Abruzzo il 50 per cento della mobilità attiva è garantito dall’ospedale aquilano”.

“Insomma, la scelta è politica, ma è drammaticamente a svantaggio delle aree interne d’Abruzzo – continua –. E non bisogna neppure dimenticare che viviamo un flusso di utenti verso l’esterno, verso regioni come le Marche, quindi un secondo livello nelle aree interne avrebbe fermato l’emorragia verso l’esterno”. 

“Stiamo lavorando con i rappresentanti politici di Teramo – conclude De Matteis – per evitare questo gravissimo sfregio. L’Aquila non è mai stata penalizzata in modo così pesante nella sua storia. E non è un caso che stia accadendo tutto grazie ai ‘tappetini’ aquilani del Partito democratico”.