L’AQUILA – “La smetta, Chiodi, di lanciare accuse generiche, utili solo a gettare fumo negli occhi degli abruzzesi; se e è a conoscenza di fatti criminosi nella Sanità vada dai carabinieri e faccia il suo dovere”. Lo afferma Cesare D’Alessandro, Vice Capogruppo IdV alla Regione, sulle dichiarazioni del presidente Chiodi in audizione davanti alla Commissione d’Inchiesta Sanità in Senato.
“La verità – aggiunge D’Alessandro – è invece un’altra e ben più preoccupante: in Abruzzo oltre ai poteri forti, senza nome, ci sono quelli diventati enormi e di per sé stessi arbitrari del nostro Governatore. Oggi Chiodi è Commissario di governo della sanità, della ricostruzione; ha nominato una pletora di commissari regionali che evidentemente rispondono direttamente a lui; gestisce la politica dei rifiuti, i fondi europei, i fondi Fas, assommando nella sua persona poteri enormi e incontrollabili. Da Governatore eletto, Chiodi è diventato un satrapo e fa quel che gli pare”.
“La vera questione sul tappeto, in Abruzzo, è quella di porre limiti al suo potere, che se pur discende da un voto popolare, va limitato da altri poteri altrettanto legittimi ma che Chiodi ritiene di poter calpestare impunemente. E’ il caso del Consiglio regionale, di fatto espropriato di ogni potestà legislativa e regolamentare, come persino la Corte Costituzionale è intervenuta recentemente a sottolineare. Questo enorme potere gli consente di tradire gli impegni solennemente assunti, addirittura con legge, a riformare gli enti della Regione, che rimangono in mano ai quaranta commissari di sua fiducia. Si era impegnato a farlo in 180 giorni, ma dopo “appena” 720 siamo ancora al punto di partenza con l’aggravante che i commissari, senza alcun controllo democratico, fanno quello che vogliono”.
“Lo sa Chiodi – continua D’Alessandro – ad esempio, che i commissari delle Ater si sono assegnati l’indennità che prima percepivano i presidenti e sulle quali lo stesso Chiodi, bontà sua, ha fatto comunicati stampa urbi et orbi annunciando tagli ai costi della politica che oggi stanno solo nella sua fervida fantasia?Lo sa Chiodi che tutti questi enti, grazie ad una leggina approvata di notte da egli stesso e dalla sua maggioranza, hanno potuto riprendere le loro politiche clientelari e concorsuali?
Certo che lo sa, perché se così non fosse dovrebbe ammettere di trovarsi nella stessa condizione dell’ex ministro Scaiola: quindi, o se ne vanno i commissari o se ne dovrebbe andare lui”.
“Oggi Chiodi – conclude D’Alessandro – sta facendo lo schiacciasassi di tutte le istanze democratiche regionali e si comporta come un clone di Berlusconi. Ma sappia, Chiodi, che l’Abruzzo dei cittadini che amano la legalità, la trasparenza, il confronto democratico contro l’esercizio arbitrario del potere, resisterà un giorno più di lui”.






