SULMONA – Fumata nera oggi nell’incontro a Roma tra i sindacati e i vertici del Gruppo Tosinvest che fa capo alla famiglia Angelucci.
È stata infatti confermata la chiusura dal 15 aprile della clinica San Raffaele di Sulmona insieme a tutte le altre cliniche e strutture sanitarie del gruppo.
Da questa sera partiranno le lettere di prelicenziamento così come hanno confermato i rappresentanti sindacali presenti all’incontro.
“Il credito di oltre di 150 milioni che la Tosinvest ha con la Regione Lazio non lascia margini d’azione – afferma Angelo Amori della Uil – e se nel frattempo non arriveranno segnali dalla Giunta Polverini per una soluzione positiva della vertenza, dal 16 aprile oltre 3000 dipendenti saranno licenziati e duemila pazienti dovranno essere ricoverati in altre strutture sanitarie pubbliche”.
Nella clinica San Raffaele di Sulmona lavorano più di 100 dipendenti mentre sono 55 le persone ricoverate di cui 30 in riabilitazione e 25 nell’unità spinale, che rappresenta un’eccellenza di livello nazionale nel trattamento delle lesioni midollari.
“Si prefigura una vera e propria emergenza sociale per la Valle Peligna nel comparto della sanità ma anche nell’occupazione”, aggiunge Flavio Piscitelli della Cisl, presente all’incontro di Roma.
“L’ospedale di Sulmona, grazie alle scellerate scelte del direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila – aggiunge – è in via di smantellamento e la clinica San Raffaele sta per chiudere con oltre 100 famiglie che resteranno senza lavoro. E tutto questo sotto l’assoluto silenzio della politica che continua a chiedere l’ospedale nuovo quando stanno portando via dal territorio tutti i servizi sanitari”.






