L’AQUILA – “L’audizione di oggi del presidente della Regione Abruzzo Giovanni Chiodi conferma la preoccupazione della Commissione per lo stato in cui versa il servizio sanitario regionale. Il presidente ha confermato quanto detto in precedenza dal subcommissario Giovanna Baraldi: si tratta di un sistema illegale, iniquo, ingiusto e colluso, che oppone forte resistenza al cambiamento. Proprio per questo ho deciso di inviare i tre verbali delle sedute riguardanti la regione Abruzzo alla procura competente”.
Così Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, al termine dell’audizione durata un’ora e mezza del presidente Chiodi inquadrata non soltanto nell’ambito dell’inchiesta sulla salute mentale, ma anche nel filone dedicato alla corruzione nel Servizio Sanitario Nazionale.
“In questa audizione – spiega Marino – il presidente Chiodi ha chiarito la sua preoccupazione per i meccanismi di controllo della trasparenza e dell’efficacia della sanità: per questa ragione i nuclei di valutazione verranno accompagnati dai Nas nelle verifiche sul territorio. La Commissione è preoccupata anche per i fondi che, secondo quanto ha affermato oggi il presidente Chiodi, dal 2004 al 2007 sono stati dirottati dal fondo sanitario nazionale alla copertura del bilancio regionale: si tratterebbe di 528 milioni di euro sottratti alla salute dei cittadini”.
LA RELAZIONE DI CHIODI ALLA COMMISSIONE D’INCHIESTA
Una relazione sullo stato della sanità abruzzese ma anche su quello che era “il sistema di potere che condizionava” la sanità regionale.
Il presidente Chiodi nella sua relazione introduttiva, dinanzi alla Commissione d’inchiesta sull’efficacia e sull’efficienza del servizio sanitario nazionale , ha illustrato il sistema sanitario “che ho trovato quando mi sono insediato ad inizio 2009”.
“Un sistema – ha detto Chiodi – con una prolificazione negli anni di strutture accreditate alcune di eccellenza altre mediocri. In Abruzzo si è costruito un modello di sanità, soprattutto in campo riabilitativo, che escludeva il pubblico con tariffe fuori mercato. Una sanità privata soggetta a controlli solo formali e con contratti di fornitura sottoscritti in ritardo e oggetto di contenzioso amministrativo quasi sempre vincente per i ricorrenti”.
“Ma anche sul pubblico – ha precisato Chiodi – ci sono stati elementi di grande criticità, con ospedali che rappresentavano simboli di potentati politici localistici; la conseguenza è stata una forte prolificazione dei costi causata dall’aumento di primariati e di unità operative. Ci siamo trovati di fronte a un’offerta abnorme della sanità regionale che ha inciso, alzandoli, sui tassi di ospedalizzazione non appropriati secondo uno schema costruito a tavolino. E di questo sistema così concepito ne beneficiavano tutti: dalla classe politica a quella dirigente fino alla società civile che in questo modo aveva l’ospedale sotto casa, come se questo potesse corrispondere a sinonimo di qualità. Erano, invece, ospedali non sicuri e non in grado di rispondere alle effettive esigenze della domanda”.
LE LOBBIES E IL NODO DELL’ASSESSORATO ALLA SANITA’
Proseguendo nella sua relazione, il presidente Chiodi ha parlato di “centri di potere diffusissimi che hanno generato lobbies potenti che oppongono una forte resistenza al cambiamento”.
Il presidente ha poi affrontato il nodo dell’assessorato regionale alla Sanità. “Abbiamo avuto la netta sensazione che l’assessorato alla Sanità fino ad allora fosse stato eterodiretto da soggetti esterni e diversi che molto spesso non facevano gli interessi pubblici”, figlia “di un disegno negli anni di non voler costruire una struttura dirigenziale all’altezza”.
LA SANITA’ OGGI: ”NELL’ULTIMO ANNO FATTO UN LAVORO IMPORTANTE”
Il presidente Chiodi ha poi illustrato la situazione attuale. “Nell’ultimo anno è stato fatto un grande lavoro, un lavoro importante e per certi aspetti impopolare. Siamo una delle poche regioni ad aver sensibilmente ridotto l’indebitamento sanitario, ad aver ridotto il disavanzo delle Asl incidendo nella componente dei beni e servizi. Si tratta di un lavoro lungo e complesso, perché questa regione è chiamata a fare nel giro di pochissimi anni quello che altre regioni hanno fatto in decenni. I nuovi provvedimenti stanno disegnando una nuova mappa della rete ospedaliera e mi sembra normale che in questa fase di passaggio ci siano delle criticità. Ci vengono contestate le liste di attesa, ma posso dire che in alcuni ospedali (Pescara) sono state ridotte così come abbiamo sensibilmente ridotto i tempi di pagamento ai privati”.
IL NODO FINANZIARIO
Il presidente poi, su espressa domanda di un membro della commissione, ha illustrato il nodo finanziario. “Dal 2004 al 2007 – ha spiegato Chiodi – sono stati distratti dal Fondo sanitario nazionale qualcosa come 528 milioni di euro in favore del bilancio ordinario della regione. Di questa circostanza, di concerto con il sub commissario Baraldi, abbiamo intenzione di investire le autorità competenti. Nello specifico, abbiamo accertato che nel 2004 la distrazione è di 93 milioni, nel 2005 di 161, nel 2006 di 197 e nel 2007 la tassazione aggiuntiva legata all’aumento dell’Irpef e dell’Irap che sarebbe dovuta andare esclusivamente per coprire il disavanzo sanitario è stata distratta per scopi del bilancio regionale, con l’inserimento nel bilancio stesso di una voce in entrata di 101 milioni di euro legati alla vendita di immobili regionali”.
In chiusura, il presidente ha affrontato il nodo delle rimodulazione delle tariffe con l’intenzione di introdurre il criterio della compartecipazione e dell’accreditamento istituzionale “sul quale abbiamo intenzione di imprimere una forte accelerazione”.
MASCITELLI (IDV): “DELUDENTE AUDIZIONE DI CHIODI”
PESCARA – “Deludente il vuoto di risposte date dal commissario Chiodi agli interrogativi posti nel corso dell’audizione pubblica della Commissione di Inchiesta, chiamata a proseguire il filone di indagini sul fenomeno della corruzione nella sanità delle diverse regioni d’Italia”.
È questa la prima valutazione fatta dal senatore Alfonso Mascitelli, vicepresidente della Commissione Speciale di Inchiesta del Ssn, in riferimento ai quesiti posti su alcune questioni più calde: l’attività ispettiva e di controllo delle strutture regionali, la ricontrattazione delle tariffe e la loro difformità rispetto agli indirizzi del Piano di rientro, il ruolo dell’ufficio unico degli acquisti, i criteri delle consulenze e la loro assoluta mancanza di trasparenza e pubblicità, il ritardo nel processo di accreditamenti, l’incertezza del recupero dei crediti non esigibili dai privati.
“A distanza di due anni di Governo di centrodestra – ha spiegato il senatore Mascitelli – con due commissari ad acta, con una sanitopoli trasversale che ha sconvolto la storia della nostra regione, ci saremmo aspettati che il commissario Chiodi avesse indicato le iniziative e le azioni più decise messe in campo sul fronte dei controlli nel rapporto con i privati e in tutti quegli altri settori, come gli appalti, le consulenze e gli acquisti di servizi, dove più si alimentano sprechi, inefficienze e malaffare della sanità, e invece ci siamo sentiti coniugare le iniziative da intraprendere con il verbo futuro”.
“Quello che lascia veramente preoccupati – insiste Mascitelli – dopo le parole pesanti della sub-commissaria Baraldi, che aveva dichiarato addirittura di aver ricevuto minacce e che ha parlato di un sistema di collusione ancora in atto in Abruzzo, è la mancanza pressoché assoluta di una seria, credibile ed efficiente attività ispettiva e di controllo, in termini di strutture, risorse e personale, al punto che Chiodi ha dichiarato che i nuclei ispettivi regionali sono ancora in fase di formazione di competenze e dovranno avere il supporto di un rappresentante dei Nas”.
“Siamo, inoltre – ha concluso Mascitelli – la regione con le più alte tariffe nella riabilitazione, come ha confermato la stessa Baraldi, e ancora non si è provveduto a una ricontrattazione, anzi si pensa a come introdurre forme di compartecipazione alle spese sanitarie da parte dei cittadini. Come dire: tutto quanto è successo in Abruzzo, per mancanza di regole e controlli, potrebbe di nuovo riverificarsi sulla pelle e sulle tasche degli abruzzesi, ma questo diventa secondario e marginale rispetto ad una visione ragionieristica dei bilanci sanitari che, dietro la ricerca di equilibri economici virtuali, sta producendo disservizi che tutti possono vedere”.





