PESCARA – “Il disavanzo della Regione Abruzzo relativo al 2010 sarà notevolemnte inferiore a quanto previsto nel Dpef, il Documento di programmazione economico-finanziaria”.
Lo ha assicurato, questo pomeriggio, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, al termine della seduta straordinaria del Consiglio regionale, interamente dedicata alla sanità.
Tematica sulla quale il Commissario ad acta Chiodi ha a lungo dibattuto concludendo gli interventi di maggioranza e opposizione.
“La spesa sanitaria pubblica rappresenta, ma lo sarà ancora di più in futuro – ha detto Chiodi – una spesa pubblica strategica poichè incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini ma si dovrà confrontare costantemente con la rarefazione delle risorse pubbliche a dispozione. Per questo, la politica, talvolta, è anche chiamata a prendere decisooni drammatiche”.
“Rimodulare la spesa pubblica – ha proseguito il Commissario – cioè ridurla laddove non emergeranno valenze strategiche, appare, quindi, una necessità poichè non si può più assicurare tutto a tutti. Del resto, se vogliamo un sistema sanitario sostenibile, dobbiamo puntare sulla creazione di un sistema di qualità ma a costi sostenibili. Ecco perchè evitare di ricorrere all’indebitamento non è una scelta ragionieristica ma rappresenta l’unico modo per restituire quote di futuro e di speranza ai giovani abruzzesi”.
Secondo il presidente della Regione, “il percorso delle riforme strutturali nell’ambito del sistema sanitario regionale si può e si deve compiere ma occorre tempo per completarsi. D’altronde, nessuno può negare il forte condizionamento causato dalla drammatica situazione di partenza di un modello sanitario, quello abruzzese, che, così come era stato costruito, non funzionava affatto. Se è vero come è vero che l’Abruzzo è la regione dei 560 primariati e delle altrettante Unità Operative complesse, la regione dei 35 ospedali pubblici e privati, quella con uno dei più alti tassi di inappropriatezza dei ricoveri, quella degli ospedali sotto casa che hanno, peraltro, fatto registrare una casistica assai limitata e quindi generato elevati tassi di rischio per i pazienti. E poi come ignorare che l’Abruzzo ha avuto i più elevati livelli di presenza della sanità privata d’Italia e che ha tollerato un sistema spesso privo di regole?”.
Il Commissario Chiodi, ha infine, rivolto un appello alle opposizioni affichè “almeno sulle decisioni che impone la legge, non ci sia ostilità preconcetta ma una lealtà di fondo e una disponibilità a condividere le scelte da compiere, ache se dovessero rivelarsi impopolari”.





