L’AQUILA – Tutti i Commissari e subcommissari preposti all’attuazione dei Piani di rientro d’Italia si ritroveranno a Roma, martedì prossimo, 24 maggio (ore 10.30 Ministero dell’Economia), per una attenta riflessione sul ruolo dell’organo commissariale e sui poteri che allo stesso attengono.
La riunione congiunta del Tavolo adempimenti e del Comitato Lea è stata tempestivamente convocata da Francesco Massicci del Dipartimento Ragioneria del ministero dell’Economia, in recepimento alla richiesta formulata dal presidente della Regione Abruzzo, e Commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi.
Il sollecito di un chiarimento generale era stato chiesto da Chiodi appena ieri, a seguito delle ultime sentenze del Tar Abruzzo che hanno di fatto annullato alcune deliberazioni commissariali inerenti il Programma operativo 2010 e la riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese.
“Con le riferite pronunce viene fra l’altro evidenziato – aveva scritto Chiodi in una nota inviata anche ai ministri Giulio Tremonti, Ferruccio Fazio e Raffaele Fitto – in relazione al dettato costituzionale (art. 120) e alla recente sentenza della Corte costituzionale 361/2010, l’impossibilità per l’organo commissariale di adottare atti in difformità a previsioni legislative regionali previggenti, ovvero di disporre la sospensione di disposizioni in esse contenute”.
“Pertanto – sempre il Commissario Chiodi – sembra pregiudicato il potere commissariale di adottare provvedimenti di riordino del complessivo sistema sanitario regionale”.
“Quella del Commissario è una figura che si sta rivelando quantomai complessa – spiega Chiodi – sospesa tra la necessità di adottare provvedimenti atti a risanare il sistema sanitario ed i bilanci regionali e quella di tener conto dei dettami della recente giurisprudenza. Non sempre, anzi quasi mai, è possibile conciliare i due aspetti”.
“Per questo – conclude – ho chiesto al Governo un confronto anche con gli altri Commissari e subcommissari d’Italia, tutti alle prese con dubbi interpretativi che compromettono la normale e più equa gestione della Sanità in Regioni già evidentemente in difficoltà”.






