L’AQUILA – Circa il 40 per cento dei 900 pazienti, visitati nel 2014 negli ambulatori per le cefalee di Avezzano e Sulmona, in provincia dell’Aquila, ha mal di testa cronico che combatte senza successo, abusando spesso anche di farmaci. Problematiche queste che vengono rilanciate, in termini di sensibilizzazione verso la popolazione, in occasione della della Giornata nazionale delle cefalee, in programma in tutta Italia per sabato 9 maggio, a cui anche la Asl 1 ha deciso di aderire..
Si tratta, più precisamente, della settima edizione italiana delle giornata, nell’ambito della quale negli ospedali, nei distretti sanitari e nella farmacie della provincia sono già state affisse locandine tese a sollecitare nella gente la necessità di sottoporsi alle visite.
Il centro abruzzese di riferimento delle cefalee, confermato nel 2008 nel ruolo guida a livello regionale, comprende le attività ambulatoriali di Avezzano e di Sulmona, dove opera il dottor Amleto Gabriele e quella dell’Aquila, diretta con 672 visite l’anno dalla professoressa Simona Sacco,dove si pratica una recente terapia basata sulla somministrazione di tossina botulinica, un farmaco che viene iniettato su vari punti come collo, spalle e muscoli della fronte. Sempre all’ospedale dell’Aquila opera inoltre l’ambulatorio riservato all’età evolutiva, cioè dai 0 ai 13 anni, diretto invece dalla professoressa Elisabetta Tozzi.
Un disagio, quello del mal di testa, abbastanza serio e da affrontare quindi con una correzione di rotta. Questo almeno quanto emerso a distanza di poco più di un anno proprio dall’attivazione degli ambulatori negli ospedali di Avezzano e Sulmona, “costole” del centro di riferimento regionale per le cefalee, istituito 20 anni fa e attualmente diretto dal professor Antonio Carolei.
L’attività ambulatoriale nei due centri marsicano e peligno, ha fatto in ogni caso scattare il campanello d’allarme sulla sottovalutazione di apparentemente banali mal di testa. Quello delle cefalee è un problema che interessa infatti circa 250 mila abitanti nei soli comprensori di Marsica, Valle Peligna e alto Sangro e, più questa quota di pazienti assume farmaci, più sviluppa dipendenza tanto che, dopo dopo anni di inutile lotta, l’emicrania può anche trasformarsi in motivo di forte disagio, fino persino a portare alla perdita del lavoro o condizionare la vita privata.
Nei casi più seri, attraverso esami strumentali e analisi cliniche volti a cercare di porre rimedio a terapie inefficaci, condotte negli anni da parte di utenti a base di overdose di farmaci, con costi alti per la sanità e potenziali danni per la salute del paziente, i medici hanno potuto attuare diversi approfondimenti
Le situazioni più critiche, legate all’emicrania cronica, quella cioè che si manifesta più o meno 15 giorni al mese, vengono trattate, a seconda dei casi, con farmaci adeguati, tra cui anche quelli cortisonici, o in regime di day hospital. I tipi di emicrania sono infatti diversi, vanno dalla cronica e alla tensiva, cioè con dolore di intensità media, passando anche per quella a grappolo e quella lancinante, con lacrimazione e secrezione nasale e secondaria, più che altro legata a patologie cerebrali.
Nel 10 per cento dei casi si riscontra inoltre che il dolore alla testa può essere sintomo di patologia neurologica o concomitante come sinusite, depressione, tumore, ictus, ipertensione.
In occasione della giornata di sensibilizzazione di sabato 9 maggio prossimo, l’invito degli specialisti è quindi quello di rivolgersi alle strutture della Asl 1 presenti nel territorio e sottoporsi, tramite prenotazione al Cup, a visite e controlli che, per l’abuso di farmaci, prevedono anche trattamenti in day hospital.



