CHIETI – È il policlinico Santa Maria de Criptis di Montesilvano (Pescara) il nuovo proprietario della casa di cura privata Villa Pini d’Abruzzo, venduta al prezzo di 31 milioni e 50 mila euro.

È quanto ha decretato la quinta asta per vendere la clinica che fu il cuore dell’ex impero della sanità privata messo in piedi di Vincenzo Angelini.

Tre le offerte che si sono contese la clinica. La prima è stata quella dell’attuale gestore Nicola Petruzzi, formulata il 20 aprile scorso dalla società Seagull e posta a base dell’asta per 16 milioni di euro. Le altre due sono state presentate dalla casa di cura Santa Camilla spa, iscritta alla Camera di commercio di Roma a giugno del 2013 e amministrata da Luigi Pierangeli (tra i soci le case di cura Villa Serena di Leonardo Petruzzi e Sinergo sempre di Pierangeli) e appunto dal policlinico Santa Maria de Criptis iscritto alla Camera di commercio di Pescara a giugno 2013.

Il policlinico si è costituito ad hoc per acquistare Villa Pini. Presidente del consiglio d’amministrazione è Antonio Di Ianni (membri del cda: Antonella De Nicola, Gaetano Brina e Valeria Pelliccione). Si tratta di abruzzesi con interessi nella sanità privata. Uno dei soci del policlinico è infatti la società che ha rilevato il centro di riabilitazione Maristella proprio dal fallimento Villa Pini.

Proprio su tale società, Petruzzi ha sollevato in sede d’asta una perplessità, sostenendo che si tratta di una società morosa nei pagamenti. La presa di posizione di Petruzzi non è bastata, però, a impedire la partecipazione all’asta del policlinico, essendo stata rigettata.

Entrambe le offerte dei due nuove concorrenti si sono fermate a 50 mila euro in più della base d’asta. Alle 13.30 è partita la gara, dopo le diverse contestazioni da parte del dottor Petruzzi, non ammesse dal notaio Alfredo Pretaroli.

Significativa è stata, però, quella relativa al fatto che alcune delle cliniche private che in associazione si sono candidate a comprare Villa Pini sono state le stesse che hanno proposto il ricorso al Tar contro l’accreditamento concesso dalla Regione, faccenda che, sebbene si sia risolta a favore di Villa Pini, ha comunque influito sulle quattro aste andate deserte.

Petruzzi ha rilanciato sempre di 500 mila euro, i rappresentanti della casa di cura Santa Camilla e del policlinico Santa Maria de Criptis hanno rilanciato, invece, sempre di 50 mila o 100 mila euro. A un certo punto Petruzzi ha iniziato a rilanciare di milione in milione, finché, arrivato a 26 milioni 750 mila euro ha deciso di fermarsi.

L’asta ha continuato con un testa a testa tra i rappresentanti della casa di cura e del policlinico, dieci munuti serrati con rilanci di 50 mila euro o di 100 mila. L’ultima parola è toccata a Di Ianni che si è fermato a 31 milioni e 50 mila euro.

Soddisfatta la curatrice del fallimento Giuseppina Ivone che aveva sempre detto di sperare che l’asta potesse far alzare il prezzo base di 16 milioni di euro.

Delusione, invece, fra gli sconfitti e soprattutto per Petruzzi. “Ho fatto il massimo – ha detto – di più non avrei potuto fare, restava solo la rapina in banca. Spero soltanto che chi arriva avrà rispetto dei lavoratori”.

All’asta erano presenti anche alcuni dei circa 200 lavoratori di Villa Pini in cassa integrazione da tempo, con il sussidio fermo alla mensilità di aprile, a ricordare la difficile situazione che stanno vivendo i lavoratori.