PESCARA – “Sospendere con urgenza” l’applicazione del decreto del ministero della Salute ‘Condizioni di erogabilità e di indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale’ che porterà alla stretta sulle prescrizioni di visite mediche ed esami a rischio di inappropriatezza ed il giro di vite riguarderà oltre 200 prestazioni di specialistica ambulatoriale. 

Lo chiede in una lettera al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, l’Intersindacale Sanitaria Abruzzese  
che sollecita nuovamente un incontro per definire le modalità attuative di un decreto che sta “generando il caos anche negli studi dei medici di medicina generale e nelle strutture sanitarie pubbliche e private”. 

La confusione è provocata dall’applicazione prevista dal decreto ‘Appropriatezza’ “di codicilli, numeretti e pagine intere relative a prestazioni che ora non sarebbero più esclusivamente a carico del servizio sanitario nazionale, ma se giudicate non appropriate sarebbero a totale carico del cittadino, sia esso esente o  meno”.

L’intersindacale chiede una riunione urgente con i dirigenti dell’assessorato, i responsabili aziendali dei Cup e le organizzazioni sindacali dei medici prescrittori (medici di famiglia, pediatri e specialisti) “per elaborare modalità attuative uniformi del decreto”. 

“La Regione Toscana e la Regione Veneto hanno già adottato per evitare i gravi disagi che i cittadini affrontano al momento della prenotazioni di esami diagnostici visto che le strutture sanitarie non hanno ancora ricevuto indicazioni omogenee ed univoche per accettare le prescrizioni che sarebbero già compilate, da parte di alcuni medici prescrittori, come previsto dal suddetto decreto”, si legge nella lettera.