PESCARA  – “Siamo orgogliosi di aver colto un obiettivo che non era per nulla scontato”.

E’ raggiante l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, che ha oggi convocato una conferenza stampa a Pescara, assieme al sottosegretario alla salute Vito De Filippo, il subcommissario alla sanità Giuseppe Zuccatelli, al il direttore del dipartimento salute Angelo Muraglia.

All’indomani dei due passaggi formali che hanno ratificato ieri la fine della “tutela” imposta dal governo: quello della Conferenza Stato Regioni che ha dato parere favorevole alla  delibera di giunta regionale del 26 luglio, che ha avviato la procedura dall’uscita dal commissariamento e ha approvato il Piano di riqualificazione del sistema sanitario abruzzese, e il lasciapassare ufficiale il consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, nel tardo pomeriggio.

In realtà Si sta lavorando ancora all’ultima delibera, definita “solo formalità”, e tecnicamente solo dal primo ottobre la Regione Abruzzo può considerarsi a tutti gli effetti fuori dal commissariamento sulla sanità, anche se ormai è cosa fatta sia per Roma che a livello locale.

Dopo nove anni, da “regione canaglia” l’Abruzzo passa ad essere la prima regione in grado di cogliere l’obiettivo e perciò esempio per tutte le altre che stanno per compiere lo stesso passo.

“Attenzione”, ha però ha ammonito il subcommissario Zuccatelli, che dopo 4 anno anni 3 mesi e 18 giorni lascia l’incarico: “non dimenticate da dove venite”.

Paolucci ha subito riassunto il lavoro degli ultimi due anni.

“Abbiamo portato avanti un lavoro che ha consentito a questa regione di avere ulteriori risorse per circa 140 milioni di euro, grazie agli obiettivi colti sull’adempienza dei Livelli essenziali di assistenza. Abbiamo approvato un piano della prevenzione 2014-2018. Abbiamo istituito il registro tumori. Abbiamo approvato il nuovo piano sanitario di riqualificazione 2016-2018. Abbiamo riorganizzato il percorso nascite, che ha previsto non tagli ma investimenti, al contrario di quanto si è detto, decine di milioni sono stati infatti investiti per la messa in sicurezza del percorso con i protocolli Sten e Stam.

“Abbiamo investito sulla rete di emergenza urgenza – aggiunge Paolucci – abbiamo concluso il riordino della rete ospedaliera e siamo la prima regione in Italia ad aver avuto l’approvazione ministeriale. Abbiamo concluso l’accordo per la distribuzione dei farmaci per nome e per conto, che significa avere 500 punti di erogazione anziché 18”.

Tutto questo, ha continuato l’assessore, è stato fatto “con maggiori investimenti e rispettando i tempi di pagamento”.

“Sono stati punti – continua l’assessore – su cui lo scontro politico è stato duro, ma oggi possiamo dire che riconsegniamo all’Abruzzo una sanità che può competere con gli standard di quelle regioni italiane da sempre considerate come esempi da seguire. Fino a poco tempo fa da noi mancavano percorsi diagnostici definiti, rispetto ai quali i cittadini utenti non conoscevano punti d’accesso e modalità di assistenza. Oggi la tendenza è stata invertita e sono già stati approvati, tra gli altri, i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali per il diabete, le malattie infiammatorie croniche dell’intestino e per il tumore al colon retto”.

Si conclude così un “percorso che ci legava a una storia passata, fatta di disavanzi, debiti e deficit, a quell’aggettivo che ci veniva riservato, regione canaglia. Come gli organi ministeriali hanno rilevato nel verbale relativo alla riunione di luglio, abbiamo trasferito alle nostre aziende sanitarie 245 milioni di euro, azzerando tutti i debiti pregressi della storia della sanità abruzzese. In totale nel 2014 e nel 2015 sono stati destinati a ripianare i debiti risorse per oltre 415 milioni di euro. È questa è una sanità che ora può investire sul futuro. Oggi parte un’altra sfida”.

Questo, dunque, il passato. Quanto alla sanità del futuro: “Si apre ora un’altra pagina, che con coraggio deve mettere al centro, ancor di più rispetto al passato, la cura del cittadino e delle famiglie. L’emergenza vera è quella di accompagnare i fragili e i cronici, e le loro famiglie, nel loro percorso di assistenza. È questa la vera sfida della sanità del futuro”. E su questo punto l’assessore ha chiesto l’aiuto di tutti gli operatori della sanità.  

Paolucci ha incassato i complimenti del sottosegretario De Filippo, che ha definito “esemplare” il percorso della Regione Abruzzo (riferendosi in particolare agli ultimi due anni, tagliando fuori cioè tutto il lavoro fatto dal governatore di centrodestra Gianni Chiodi), ha infine anticipato che il Fondo per la sanità è destinato a crescere nel 2017.

La conferenza stampa ha subito un momento d’arresto al momento dell’annuncio da parte del sottosegretario De Filippo della morte del presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, per cui è stato chiesto un minuto di silenzio terminato con un applauso.

LE REAZIONI

CHIODI: “SI RICONOSCANO I NOSTRI MERITI”

“Mi rallegro per l’uscita dell’Abruzzo dal novero delle regioni commissariate per la sanità, perché è l’attesa certificazione che la nostra sanità non rappresenta più un problema per lo Stato Italiano, e ringrazio gli organi di stampa che, nel darne notizia, hanno ricordato come gran parte del merito di tale riconoscimento sia ascrivibile all’impegno e agli atti portati avanti dall’amministrazione regionale da me presieduta, Lavoro di cui altri hanno raccolto, spesso loro malgrado, i benefici”.

A dirlo è Gianni Chiodi, consigliere regionale di Forza Italia ed presidente della Regione Abruzzo, non chè commissario ad acta della Sanità.  

“Il presidente D’Alfonso e l’assessore Paolucci – prosegue Chiodi – avrebbero dovuto, per correttezza istituzionale e soprattutto per completezza d’informazione, sottolineare l’importanza del nostro lavoro pregresso, che ha creato i presupposti fondamentali per cogliere questo risultato ma, ancora una volta, si sono preferiti i toni propagandistici, sterili quanto improbabili protagonismi e un trionfalismo talmente eccessivo e sguaiato da risultare del tutto fuori luogo se solo si pensa che ad oggi la Asl di Chieti non è in grado di assicurare i farmaci e che le operazioni dovranno essere programmate solo dopo aver accertato la possibilità di acquistarli”.

“E’ stata vinta una battaglia importante, certo, con il contributo di tutti.  Ma non si può abbassare la guardia e c’è ancora molto da fare, con senso di responsabilità ed equilibrio, auspicando che la Giunta D’Alfonso si ricordi che, al di là di una meritevole sanità privata, esiste e resiste, malgrado le continue penalizzazioni subite, una sanità pubblica su cui investire con altrettanta determinazione. Speriamo bene, e sempre Forza Abruzzo”, conclude il consigliere.

MERCANTE: “INVECE DI FESTEGGIARE IL PD PENSI A RISOLVERE I PROBLEMI”

“Piuttosto che perdere tempo in superflui quanto retorici festeggiamenti per l’uscita dal commissariamento è ora che il Governo regionale si metta subito all’opera e traduca nei fatti quanto promesso da tempo ai cittadini, visto che il tempo delle scuse è ormai finito”.

Questo il commento del Consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante.

 “Dire che l’uscita dal commissariamento sia un risultato di cui essere soddisfatti mi sembra assolutamente fuori luogo – Pprosegue Mercante –  visto che l’Abruzzo non è di certo una Regione nata commissariata ma lo è diventata, con il tempo, grazie ad una gestione della sanità pubblica, da parte dei governi di centro destra e di centro sinistra, non proprio esaltante. Uscire dal commissariamento – ha continuato Mercante – era il minimo che questo Governo regionale potesse e dovesse fare”.

“Da adesso in poi – incalza il grillino –  si vedrà quali saranno i veri risultati di D’Alfonso e Paolucci, visto che, fino ad oggi, abbiamo assistito solo a drastici tagli di servizi, come i punti nascita, la rete dell’emergenza-urgenza, le guardie mediche, e ad un malfunzionamento generale della sanità pubblica accompagnato, per di più, da un aumento della pressione fiscale, di cui hanno fatto le spese soltanto i cittadini. “L’obiettivo, adesso – ha spiegato Mercante – è quello di riorganizzare gli ospedali, migliorare ed aumentare prestazioni e servizi eliminando i veri sprechi. Ed allo stesso tempo ridurre le aliquote irpef, fissate ai massimi livelli proprio per potare a termine il piano di rientro. Solo in questo modo – ha concluso Mercante – dando vita ad un sistema sanitario che invece di tagliare, come fatto fino ad ora, servizi in maniera indiscriminata, sia davvero attenta ai bisogni dei cittadini, sarà possibile risanare la sanità pubblica e produrre risultati concreti di cui poter essere fieri”.