L’AQUILA – Tragedia in un cantiere per la ricostruzione post terremoto dell’Aquila a San Pio delle Camere, comune ad una trentina di chilometri dal capoluogo: nel pomeriggio due operai stranieri, un rumeno e un macedone, sono morti per il crollo di un muro di un fabbricato nel centro storico del piccolo centro, dove stavano per cominciare le operazioni di demolizione di un aggregato seriamente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009.
A perdere la vita Cristian Susanu, nato in Romania, 41 anni, residente a Roio, frazione del comune dell’Aquila, e Dzevdet Uzeiri, macedone, 61 anni, residente a Castelnuovo, frazione di San Pio delle Camere.
Altri tre operai sono riusciti miracolosamente a mettersi in salvo. I cinque erano alle dipendenze della ditta edile Habita, con sede all’Aquila, il cui proprietario è originario del piccolo centro di San Pio delle Camere, paese che ha dato i natali al compianto ex presidente del Senato, Franco Marini.
Sulla tragedia, peraltro la prima dopo 12 anni di ricostruzione post terremoto (il 12esmo anniversario cade nella notte tra i prossimi 5 e 6 aprile), sta indagando la Procura della Repubblica dell’Aquila che dovrà ricostruire la complessa vicenda, in particolare la dinamica dell’incidente in un cantiere aperto il sabato pomeriggio.
I due sfortunati operai edili, sono rimasti sepolti sotto le macerie: inizialmente, i soccorritori, hanno sperato di poterli salvare visto che chiedevano aiuto. Ma poi operatori del 118, arrivati anche con un elisoccorso, carabinieri e vigili del fuoco si sono dovuti arrendere: non è stato ancora possibile il recupero dei due corpi visto che c’è il rischio di altri crolli e quindi è in corso il puntellamento dell’aggregato, per far lavorare in sicurezza i soccorritori.
Secondo quanto si è appreso, a cedere sarebbe stato un elemento portante del fabbricato urtato in qualche modo nel corso delle operazioni di preparazione della demolizione, che non prevedeva nel caso specifico l’utilizzo di gru.
Quelli di oggi sono i primi morti della ricostruzione post terremoto dell’Aquila, nell’ambito degli imponenti lavori di quello che viene considerato il cantiere più grande d’Europa. Lo confermano fonti legate alle associazioni di categoria e alle istituzioni provinciali.
Le stesse fonti, nell’esprimere cordoglio per le due vittime, hanno tuttavia sottolineato che nel teatro della ricostruzione i cantieri hanno un alto grado di sicurezza.
Nell’area del cratere si era registrato un altro morto sul lavoro – il romeno Vasile Copil di 51 anni – il primo maggio del 2012 a Rocca di Cambio: in quel caso però non si trattava della ricostruzione post sisma, come confermato dalla locale amministrazione comunale, ma di un cantiere per la costruzione di un residence.
LE REAZIONI
“Sono momenti di straziante dolore, nel corso dei quali deve prevalere la vicinanza del mondo del lavoro e delle istituzioni ai famigliari dei lavoratori. Di lavoro si deve vivere, non morire”.
Così in una nota la Segreteria della Fillea Cgil di L’Aquila sulla morte dei due operai in un cantiere per la ricostruzione a San Pio delle Camere, comune ad una trentina di chilometri dall’Aquila. Il sindacato degli edili esprime “sincera solidarietà ai famigliari dei lavoratori edili, deceduti sul lavoro nell’incidente verificatosi oggi presso il cantiere di San Pio delle Camere”.
“Gli organi competenti stanno facendo le indagini dovute e stabiliranno la dinamica, le cause e le responsabilità di ciò che è avvenuto. A quegli esiti la Fillea di L’Aquila si atterrà – si legge ancora nella nota -. Certo, che ci sentiamo di sottolineare che la sicurezza sul lavoro deve essere considerata dalle imprese un investimento e non una spesa, deve essere considerata un prerequisito e non una variabile dell’organizzazione del lavoro. Non esistono fatalità quando avvengono morti sul lavoro – conclude la segreteria Fillea Cgil.
Ad esprimere rabbia e sconcerto il segretario Generale della Cisl, nazionale, Luigi Sbarrafatto ” L’ennesima tragedia che chiama in causa la mancanza di prevenzione e l’insufficienza dei controlli. Senza sicurezza non c’è dignità del lavoro”, ha scritto su twitter.
Commenta la deputata abruzzese del Pd Stefania Pezzopane: “Una notizia terribile, devastante. Un costo umano insopportabile. Sono sconvolta, non si può morire per il lavoro, non si può morire mentre si ricostruisce. Mentre attendiamo notizie più chiare sulla dinamica della vicenda, non possiamo che esprimere la vicinanza alle famiglie dei due lavoratori. I soccorritori accorsi hanno trovato una situazione drammatica, Si stava demolendo un immobile per ricostruire. Quanto dolore, quanta rabbia. Si faccia chiarezza per questo drammatico episodio. La ricostruzione deve proseguire nel massimo della sicurezza per i lavoratori”.
Il PD Abruzzo esprime dolore e sgomento a seguito dell’ennesimo tragico incidente sul lavoro, costato la vita a due operai in un cantiere edile a San Pio delle Camere: lo dichiara Daniele Marinelli, responsabile economia e lavoro del Partito Democratico abruzzese. Marinelli prosegue:
“Ancora una volta, nel nostro Paese e nella nostra Regione, si muore di lavoro, aggravando un bilancio sempre più inaccettabile, terribile e drammatico. In questa occasione la rabbia e il dolore si fanno ancora più forti perché perdono la vita due lavoratori impegnati in un cantiere della ricostruzione. Lì dove la vita deve rinascere, due operai pagano il prezzo più alto. Si accerti la dinamica dell’incidente e si adotti ogni misura necessaria per garantire, senza indugio e senza eccezioni, la sicurezza dei lavoratori. Profondo cordoglio e vicinanza da parte di tutto il Partito Democratico abruzzese ai familiari delle vittime”.






