TERAMO – Gli aiuti a Banca Tercas del fondo interbancario sono “aiuto di Stato incompatibile”.
Questa la conclusione dell’indagine della Commissione Ue, secondo cui il Fidt (Fondo interbancario di tutela dei depositi) “ha agito per conto dello Stato italiano. L’Italia inoltre non ha presentato un piano di ristrutturazione. Bene ora l’intenzione delle banche private di intervenire volontariamente”.
Dopo la bocciatura della Ue su Tercas, per l’istituto si apre il nodo della deducibilità delle risorse che riceverà dal fondo volontario.
Con la legge di Stabilità, viene spiegato, si è infatti introdotta la deducibilità fiscale che vale sia per chi versa sia per chi riceve nel caso delle 4 banche salvate dal decreto del governo, mentre per Tercas vale solo per chi versa.
Le risorse che riceverà la Popolare di Bari diventeranno quindi componenti del reddito di esercizio su cui si dovranno pagare le tasse, con un aggravio comunque di poche decine di milioni sul bilancio che non desta preoccupazioni nell’istituto.
Va rilevato che nell’operazione di salvataggio Tercas, la Bari aveva contribuito lo scorso anno con 330 milioni di euro grazie all’aumento di capitale, sottoscritto dai suoi soci, di 550 milioni.
Da parte del Fitd l’impegno era stato di 265 milioni di euro.





