L’AQUILA – Salta la direzione regionale Abruzzo del ministero del Lavoro, che si trovava all’Aquila.
La sede è stata soppressa nell’ambito della riorganizzazione della rete dello Stato sul territorio che toglie dal territorio strutture, uffici e conseguentemente posti di lavoro anche se, trattandosi di pubblico impiego non licenziabile, questi ultimi vengono accorpati.
La riorganizzazione è prevista, in particolare, in un decreto dell’allora presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, entrato da poco in vigore.
Per le questioni trattate dalla ex direzione regionale del lavoro, l’Abruzzo dovrà rivolgersi alla neo costituita direzione interregionale con sede a Roma, alla quale questa regione è stata accorpata.
I compiti della direzione regionale fin qui erano il coordinamento nella vigilanza in materia di sicurezza e igiene del lavoro e controllo di impianti e macchine, la conciliazione delle vertenze individuali e plurime, le controversie collettive di lavoro.
Tra le altre attività che ora saranno assorbite, la gestione della quota regionale dei lavoratori extracomunitari e la concessione del nulla osta per l’impiego dei lavoratori italiani all’estero, oltre all’organizzazione degli esami di Stato per l’abilitazione alla professione di consulente del lavoro.
Al posto delle direzioni regionali vengono istituite quattro direzioni interregionali del lavoro (Dil) di cui due in Italia settentrionale, una in Italia centrale e la quarta in Italia meridionale.
Quella avente sede a Milano avrà competenza su Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta; quella con sede a Venezia avrà giurisdizione su Veneto, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche; quella avente sede a Roma avrà competenza su Lazio, Abruzzo, Sardegna, Toscana e Umbria; quella avente sede a Napoli avrà competenza su Campania, Molise, Basilicata, Puglia e Calabria.
Ma le novità del decreto non finiscono qui: per quanto riguarda le sedi provinciali, infatti, è previsto l’accorpamento di Chieti con Pescara mentre restano separate quelle di Teramo e dell’Aquila, per un totale di tre distaccamenti.
Il decreto, tuttavia, fa salve le sedi delle due città. In altri termini una sola direzione territoriale provinciale, dunque un solo dirigente e staff, ma due sedi operative: una a Pescara e una a Chieti, con il dirigente che si dividerà fra i due capoluoghi di provincia.
La riorganizzazione fa tremare pensando al dibattito che si è sviluppato sul rischio di soppressione della Corte d’appello dell’Aquila, con il successivo accorpamento dell’Abruzzo al Lazio.
A questo punto le rassicurazioni che pure si sono registrate in questi giorni da parte di esponenti istituzionali, su tutti il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, avranno bisogno di concreti atti di conferma.



