L’AQUILA – La partita dello spoil system atterra sull’aeroporto d’Abruzzo: venerdì a Pescara il presidente della Regione Marco Marsilio di Fdi ha convocato i capigruppo di maggioranza del centrodestra, e i segretari di partito, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Fi, per affrontare il tema molto caldo del futuro della Saga, la società regionale che gestisce lo scalo abruzzese.
E con l’occasione andrà anche chiusa finalmente la partita della nomina del nuovo cda, uno degli ultimi tra gli enti in scadenza di competenza della Giunta, dopo che è sono state fatte le nomine alle Ater, alle Adsu e all’Ersi, di competenza del consiglio regionale.
Uno dei passaggi più delicati, visti debiti e e il calo di passeggeri che affiggono l’aeroporto. A tempo abbondantemente scaduto, in quanto le norme stabilivano che la partita doveva essere chiusa entro il 7 ottobre, ovvero 180 giorni dopo l’insediamento del nuovo consiglio, all’esito del voto di marzo.
Saranno presenti al summit i capigruppo Massimo Verrecchia per Fdi, Emiliano Di Matteo per Fi, Vincenzo D’Incecco per la Lega, Luciano Marinucci per Marsilio presidente, Marianna Scoccia per Noi Moderati, e i segretari regionali, il senatore Etel Sigismondi per Fdi, il deputato Nazario Pagano per Fi, sempre D’Incecco per la Lega, Paolo Tancredi per Noi Moderati, Enrico Di Giuseppantonio per l’Udc.
Il nuovo presidente dovrà prendere il posto di Vittorio Catone, in quota Lega, nipote dell’ex deputato democristiano Giampiero Catone, e la casella, prevede l’accordo di maggioranza, spetta a Forza Italia, ma Marsilio ha concordato con gli azzurri e in primis con Pagano, che la scelta deve ricadere su un manager esperto del settore e con curriculum inattaccabile.
Come raccontato da Abruzzoweb, a complicare la partita c’è però il confitto interno agli azzurri, tra Pagano da una parte, e il trio costituito dal presidente del consiglio Sospiri, grande rivale interno del segretario regionale, in sella dal 2013, dall’assessore al Sociale e Cultura Roberto Santangelo, e anche dal capogruppo e presidente della Commissione agricoltura Di Matteo. Per di più con gli altri due consiglieri regionali, che non ci stanno a non avere ruolo in partita, ovvero la sulmonese Antonietta La Porta, e soprattutto il sottosegretario di giunta, Daniele D’Amario, che ha pure la delega al Turismo, ambito nel quale l’aeroporto è a dir poco strategico.
E dunque non c’è intesa sul nome di chiara fama da proporre, tanto che addirittura nei tavoli era spuntato anche quello di un fedelissimo di Sospiri, dell’ex consigliere comunale Alessio Di Pasquale, primo dei non eletti alle elezioni di giugno del comune di Pescara, che però come lo stesso ha opportunamente fatto notare, non può essere in alcun modo della partita, in quanto in base alle norme vigenti, il candidato o l’ex consigliere non possono rivestire cariche di alcun genere in Enti partecipati o strumentali, regionali o comunali, rispettivamente per uno e due anni, e Di Pasquale è stato candidato al Consiglio comunale di Pescara fino allo scorso giugno 2024.
L’alleanza tra Sospiri e Santangelo un colpo grosso lo ha però già assestato: in occasione della nomina del consigliere in quota Fi all’Ater della provincia dell’Aquila: proprio in dirittura d’arrivo nella lista è stato inserito l’ingegnere aquilano Luca Rocci, ex consigliere comunale dell’Aquila e fedelissimo di Santangelo, e “cancellato” Paolo Federico, sindaco di Navelli, sponsorizzato da Pagano. Si replica insomma in Fi quello che sta accadendo in Fdi, con lo scontro che si è scatenato anche nella partita delle nomine, tra il capogruppo Verrecchia, e l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri. in particolare per quel che riguarda la presidenza della stessa presidenza dell’Ater dell’Aquila, dove Verrecchia ha imposto con un blitz il suo candidato, Quintino Antidormi.
In ogni caso il problema è che, per la presidenza della Saga, tra i professionisti d’area abruzzesi, per non parlare dei consiglieri non eletti di Forza Italia, che pure ambiscono ad un posto al sole, si ha difficoltà a trovare il profilo che Marsilio pretende, ed ecco perché da tempo si ipotizza l’arrivo di un papa straniero, di un manager di indiscussa competenza da fuori regione.
E di lavoro ne avrà davvero da fare, il nuovo presidente: a seguito della recente analisi compiuta dall’Università Bicocca di Milano sul sistema aeroportuale italiano, l’aeroporto d’Abruzzo figura tra gli otto scali che non fanno “sistema” con aeroporti più grandi e di conseguenza sono a rischio di chiusura operativa.
A lanciare bordate da mesi è poi l’ex presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ora deputato del Pd, che riprendendo una recente certificazione del Cespit, il Centro ricerca economia industriale e pubblica, ha evidenziato come l’aeroporto di Pescara, nel decennio 2012-2022 abbia accumulato bilanci in passivo per oltre 1,1 milioni di euro e nel periodo novembre 2025-settembre 2024 perso quasi 36mila passeggeri che per uno scalo minore come quello di Pescara è una cifra davvero significativa.
Urge un rilancio, dunque, che sarà favorito, si spera intanto, dall’allungamento della pista di 386 metri, portandola a sfiorare i tre chilometri di lunghezza, con i lavori da 5,3 milioni di euro finalmente partiti, e che dovrebbe concludersi fine gennaio del prossimo anno, in modo tale che lo scalo abruzzese potrà finalmente far atterrare e decollare i voli intercontinentali, a cominciare da quelli ritenuti strategici dal Sud America.






