Sabato 2 giugno 2007 sarà inaugurata al “Museo delle Genti d’Abruzzo” a Pescara (Via delle Caserme) la mostra “LEOPOLDO MARCIANI: Realtà interiori”.

Si tratta di un’antologica dedicata ad uno dei massimi esponenti della pittura figurativa abruzzese del dopoguerra.

L’esposizione nel ripercorrere un itinerario artistico di oltre quarant’anni, costellato di brillanti affermazioni, costituisce un punto fermo in chiave storica sulla ricerca del maestro teatino. Infatti, pur essendo originario di Pescara, dove è nato nel 1924, Leopoldo Marciani risiede da anni a Chieti dove è stato docente di educazione artistica, molto apprezzato. Trasferitosi da piccolo a Lanciano, città della sua famiglia, si è diplomato a Firenze in arti grafiche.

Accanto alla sua attività di pittore, ha affiancato il lavoro di ceramista e mosaicista ed ha eseguito e prodotto opere di grandi dimensioni. Si è interessato, altresì, di illustrazione del libro e di pittura murale, nonché di arte sacra con dipinti recepite da varie chiese. Ha partecipato per invito a numerose rassegne in Italia e all’estero (Nizza, Bucarest, Toronto, Ottawa). I temi ricorrenti della sua pittura sono il paesaggio e la figura, proposti con un saldo impianto formale ed  un cromatismo caldo per lo più timbrico. Ha tenuto diverse personali: da citare quelle al Palazzo delle Esposizioni a Roma nel 1970, alla Galleria Ponterosso di Pescara  nel 1975, alla Galleria Artespaziodieci di Bologna nel 1987, all’Auditorium Diocleziano di Lanciano nel 1995, alla Bottega d’Arte di Chieti nel 2005, al Palazzo degli Studi di Lanciano con “Arte, esca del sentimento”. Delle rassegne alle quali è stato invitato si ricordano i Premi: Sulmona, Termoli, Vasto, Riviera del Conero, Avezzano, Penne, Teramo, Chieti ecc. … Opere di Marciani sono al Museo “Costantino Barbella” di Chieti e al Museo di Nocciano. Una grande “Deposizione” di Marciani è collocata nella Chiesa di Madonna delle Piane a Chieti Scalo. L’antologica di Pescara, che rimarrà aperta fino al 14 giugno 2007, con ingresso libero (orario: 18.00/23.00), ma si prevede una possibile proroga, fino alla fine del mese, è ben documentata da un elegante volume monografico con ottime riproduzioni a colori delle opere, con approfonditi saggi di critici di livello nazionale, nonché un’ampia selezione critica di studiosi e storici dell’arte, che a più riprese si sono interessati dei suoi lavori.

Alla cerimonia inaugurale interverrà l’attrice Franca Minnucci, nota per le sue magistrali interpretazioni dei testi dannunziani e dei critici curatori che illustreranno l’opera del maestro, che merita di essere totalmente conosciuta.

 

Leopoldo Marciani è nato l’otto ottobre del 1924 ed ha sulle spalle parecchie primavere. Dopo la mostra al “Palazzo degli Studi” di Lanciano (CH), è arrivata la grande antologica al “Museo delle Genti d’Abruzzo” di Pescara, che doveva essere inaugurata a settembre 2006, ma che, poi, è stata inaugurata, per varie esigenze, dei critici ed editoriali, solo a giugno del 2007.
Perplessità, timori e paure non si manifestano nella sua pittura, perché in una voluta resa significativa, invece, si raccolgono certezze ben cercate e ben calibrate, che testimoniano una sfera d’intendimenti, quasi un’elegia vitalistica di quello che c’è qui sul nostro mondo, sulla nostra terra. Il pensiero pittorico di Leopoldo Marciani oscilla tra pittura descrittiva e pittura di riflessione cosmica, cadenzate entrambe in trasparenze coloristiche sostanziali e in atmosfere di sospensioni, reali, ma anche ipotetiche, ed è qui che si può cogliere la grandezza della pittura di quest’artista abruzzese.  Plurime interessanti combinate sequenze innervano scie reali e catturano tratti e riverberi inconsueti in crepuscolarismi “polarizzati”. Nulla di frammentario e discontinuo, ma solo segmenti certi, che non dimenticano di contenere respiri e di animare varchi. Le sue intenzioni indagano ed indugiano, con eletta raffinatezza, sui sentieri del limite e non validano soglie di preclusioni. Si controbilancia nelle pensate opere di Leopoldo Marciani, che sottolineano franche prese di coscienza, attivate dalla disamina del reale, una teoria di sedimentazioni e di trasparenze cromatiche.
I ragazzi sulle spiagge di Leopoldo Marciani mi fanno pensare a quella pittura, parallela per temi, carattere, rigore figurativo e tenuta tonale, di Giuseppe Capogrossi (Roma, 1900-72), prima, ovviamente, della svolta del 1949 del periodo segnico-informale.
Le prospettive accentuate e scorciate di giovani su sedia a sdraio o su una calda spiaggia ci fanno perfettamente intendere che ci troviamo dinnanzi ad opere argentine di un maestro che sa usare tagli accorti e colori opportuni.
I paesaggi con i campi rigati o le isole di verdi o di gialli mi fanno immaginare un artista che ha guardato all’ampiezza della natura con occhi da land-artista, quali sono stati, ad esempio, Richard Long, Christo, Robert Smithson, Michael Heizer, Walter De Maria, Nancy Holt, James Turrell, Herbert Bayer, Carl Andre, Beverly Pepper, Robert Irwin, Mary Miss, Mel Chin, Nils Udo, Andy Goldsworthy, Jim Denevan o anche il nostro Franco Fontana, per quanto riguarda, in particolare, la fotografia.