L’AQUILA – Esce allo scoperto la cordata aquilana che vuole acquistare il pacchetto di quote dell’Aquila Rugby ed è in lizza con un gruppo concorrente, quello della famiglia Navarra.
Tra gli imprenditori edili Gianni Frattale, Eliseo Iannini, Danilo Taddei e Luigi Palmerini a fare da portavoce è proprio quest’ultimo, che accetta di parlare con AbruzzoWeb per svelare i dettagli della trattativa.
Nella quale figura anche l’attuale presidente, Romano Marinelli, che ha un doppio ruolo di concorrente e arbitro ma che per Palmerini “si sta comportando in modo imparziale”.
Quello che viene fuori è un progetto ambizioso, anche se, visto il ritardo che si è accumulato, quest’anno sarà difficile puntare in alto e ci si dovrà accontentare di un “campionato dignitoso” se l’offerta verrà accettata.
Proprio come i Navarra, Palmerini ritiene strategica e decisiva la realizzazione di un nuovo centro sportivo per la prima squadra e le giovanili. Su quest’ultimo settore, emerge la volontà di rilancio e la riunificazione delle società.
Nessun problema per i lodi, “che la vecchia proprietà si è impegnata a pagare”, mentre altri debiti “non spaventano”.
Quanto alle polemiche e alle proteste, Palmerini spiega che i quattro (forse cinque) parleranno se e quando l’offerta sarà stata accettata, ma dall’altra parte “non è che ce l’ha ordinato il medico, se vogliono possiamo tirarci indietro”.
In primis conferma che la cordata è composta da voi quattro più Marinelli?
Sì siamo in quattro più il presidente che eventualmente potrebbe rimanere all’interno della società.
Non è sicuro?
Ha detto che potrebbe rimanere però non è una cosa certa. Ha dato la disponibilità, ma non si è ancora deciso. Anche perché ci sono state tutte le polemiche di questi giorni che in qualche misura ci hanno infastidito. Volevamo fare qualcosa per la città, ma se a qualcuno non va bene non è che ce l’ha ordinato il medico.
Il doppio ruolo del presidente, che è in lizza tra i due gruppi ma può anche influire sulla scelta, vi imbarazza? Ci vede un conflitto d’interessi?
No, secondo me il presidente si sta comportando correttamente. Aveva un problema, si è ritrovato una società con problemi, con un consiglio d’amministrazione in cui addirittura alcuni consiglieri si erano dimessi. La situazione stava precipitando, non ha fatto altro che ricevere le offerte, sia da una parte che dall’altra. Per quanto mi riguarda fino a oggi Marinelli si è comportato al di sopra delle parti, imparziale rispetto alle due situazioni.
Qual è l’interesse di un imprenditore oggi per rugby aquilano, che ha meno soldi e visibilità del calcio?
In questo momento non vedo assolutamente nessun interesse o ritorno per quanto riguarda l’imprenditoria. Questo è solamente un discorso partito inizialmente per aiutare e risolvere un problema relativo a una società che fa parte della storia della città. Un senso di responsabilità nel voler dare un aiuto.
Però voi imprenditori non potete gettare soldi, soprattutto in questa fase post-sisma.
Avevamo dato una disponibilità, come già fatto negli anni scorsi con qualche sponsorizzazioni.
Sta usando il passato, la disponibilità non c’è più?
La disponibilità c’è ancora. Ma se deve essere un momento di scontro perché forse altri hanno interessi particolari, siamo pronti a tirarci indietro in qualsiasi momento.
Com’è la situazione debitoria della società e i lodi?
Innanzitutto la vecchia proprietà ha dato la disponibilità a onorare questi debiti e quindi non dovrebbero esserci problemi. Il resto non ci spaventa, anche perché abbiamo visto le carte e abbiamo visto i bilanci. Sì, ci sono criticità, ma non bisogna nemmeno esagerare.
Un punto nodale. La vostra cordata è alternativa a quella dei Navarra o potrebbe esserci un’intesa e una spartizione delle quote?
Di questo devo ancora discutere con gli altri, non se n’è parlato. Comunque, non ho il piacere di conoscere Navarra, ma mi dicono che ha origini aquilane e che è un imprenditore. E se è imprenditore aquilano, non penso che da parte nostra possa esserci una difficoltà a fare un ragionamento insieme, per il bene della città e della squadra chiaramente.
Se la trattativa andrà in porto, quali saranno i programmi sportivi?
Stiamo ancora finendo di costruirli, ma posso dire che sono anche ambiziosi. Chiaramente quello che si può fare per questo anno è un campionato dignitoso, per poi arrivare il prossimo anno a fare qualcosa in più. Tenga presente che parla con imprenditori, per indole abbiamo la caratteristica di puntare al massimo.
A cosa dovrebbe puntare L’Aquila Rugby? Sopravvivenza, mezza classifica o qualcosa di più?
L’ideale sarebbe arrivare tra le prime quattro, però non so se è un obiettivo che si possa raggiungere nell’immediato, visti i tempi ristretti per operare. Siamo già all’inizio del nuovo campionato e ci sono ancora i lodi da sistemare, quindi è una situazione un po’ strana. Stiamo comunque lavorando sui progetti a prescindere se l’offerta sarà accettata o meno. Se verrà accettata ci ritroveremo un passo avanti.
Un centro sportivo ex novo è un’idea che interessa anche voi?
In un progetto di rilancio soprattutto nel medio e lungo termine il nuovo centro sportivo è la cosa fondamentale. Soprattutto in questo momento particolare per L’Aquila, se non si ricrea aggregazione anche con strutture e infrastrutture per far allenare i giovani, non si può andare avanti. Non si può puntare solo a fare il campionato con la prima squadra.
A proposito di settore giovanile. Intendete riunificarlo sotto un’unica società?
Sì, perché questo settore è una cosa importantissima. È la prima da fare, ci dev’essere un unico intento. Le giovanili sono il punto di forza di ogni squadra, coltivare dall’Under 8 all’Under 20 è il punto fondamentale per la costruzione di una società seria che ha obiettivi a lungo termine.
L’assessore comunale allo Sport Giampaolo Arduini per la prossima stagione ha programmato l’uso dello stadio “Tommaso Fattori” per la pallaovale e il varo di quello di Acquasanta per il calcio, vi andrebbe bene questo scenario?
Sicuramente va bene, anche se il Fattori serve solo per giocare. Per gli allenamenti ora c’è Centi Colella, ma…
Cosa bisognerebbe fare di quell’impianto?
Bisognerà sentire le intenzioni dell’amministrazione. C’è poi il rapporto con il Cus, con il quale bisogna concertare quale deve essere l’utilizzo. Sicuramente va ristrutturato e adeguato alle esigenze della squadra.
I tifosi preparano manifestazione contro di voi, non si fidano. Cosa vuole dire ai sostenitori neroverdi?
Non siamo abituati a illustrare progetti se non abbiamo ancora la possibilità di poterli portare avanti. Stiamo lavorando su questo e i progetti sono seri e importanti. Se ci viene accettata la nostra proposta siamo apertissimi a fare qualsiasi conferenza stampa e incontro, anche con i tifosi, per cercare di mediare e capire loro e sentire quali possono essere le loro esigenze. Parleremo appena avremo un minimo di chiarezza sull’offerta.
E quando ci sarà questa chiarezza?
Abbiamo depositato l’offerta già da qualche giorno e non abbiamo più avuto notizie. Aspettiamo notizie da Marinelli, ma non solo da lui, anche dagli altri soci.
C’è anche una società sarda tra questi? Potrebbe creare problemi?
Non ci crea problemi. Da quello che abbiamo visto dai bilanci e dagli atti, è una società di leasing, ma non è proprietaria. Ha finanziato la società attraverso l’ipoteca del marchio della società, e non del titolo sportivo.
Chi è sicuramente un socio è la Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila. Secondo lei tifa per voi?
No, secondo me la Carispaq è neutra. Non può tifare per l’una o per l’altra trattativa, anche perché, da quello che mi dicono, le offerte sono vicine. Penso che abbia solo interesse a uscire dalla società e deciderà in questo senso.






