L’AQUILA – Ci avevano provato con L’Aquila Rugby, poi avevano dirottato i propri interessi verso la Rugby Roma, alla fine sono approdati a Milano, sponda Amatori.
Walter e Carlo Navarra, imprenditori nel campo edile, sono i nuovi proprietari della storica società milanese, che dopo una lunga agonia è tornata ai nastri di partenza del campionato di serie B ed è stata presentata oggi. Con tanti progetti, tante parole, cui ora si aspetta seguano i fatti.
Trapiantati a Milano dall’Aquila vent’anni fa, i Navarra da mesi cercavano una squadra su cui scommettere e dopo il fallimento degli obiettivi nel capoluogo d’Abruzzo e a Roma eccoli al timone dell’Amatori Milano.
Ecco cosa dice Walter Navarra, senior president, “Abbiamo ricevuto una società allo sfascio, senza giocatore e con un buco economico enorme. Il nostro progetto è di partire dall’Amatori, dalle strutture che attualmente sono inesistenti, dal settore giovanile per arrivare a far passare il nostro progetto di franchigia”.
Un progetto che, come sottolinea anche Giorgio Bartoli, il vero motore del progetto, non significa una franchigia come, a ora, si è imposta in Italia.
“Noi vogliamo che le franchigie siano realtà che collaborano con i club tradizionali, che non prelevino i giocatori pagandoli o comprando scarsi stranieri, ma, come succede in Irlanda, siano entità che valorizzano il potenziale umano dei club affiliati, senza toglier loro la proprietà dei giocatori. Insomma, come avevo consigliato un paio d’anni fa, franchigie che sfruttino gli atleti degli altri club, ma riconsegnandoli con un bagaglio tecnico (e un valore economico) superiore alla fine dell’esperienza”.
L’Amatori ha già iniziato in questa direzione legandosi ad alcuni club della provincia, ma non solo, dai quali ha ricevuto in prestito i giocatori per poter, con due settimane di ritardo, iniziare questa avventura.
“Il progetto coinvolge già gli amici di Crema, Lainate, Busto Arsizio, ma anche San Benedetto del Tronto e il Cus L’Aquila”. E con le altre realtà milanesi? “Per ora, purtroppo, c’è solo un discorso di marketing comune, ma vorremmo sederci a un tavolo a parlare con loro di un progetto più ampio – dice il neopresidente Carlo Navarra, che a proposito di marketing sottolinea -. L’Amatori non aveva marketing, non aveva professionisti e ha vissuto d’improvvisazione. Ora le cose devono cambiare, vogliamo mettere l’Amatori al centro, ma per farlo servono professionisti e l’aiuto delle Istituzioni”.
A capo della squadra, come coach, ci sarà Mauro Vaghi, fino all’anno scorso pilone dei Tori. “E’ un impegno importante che sono felice di portare avanti” ha detto Vaghi che avrà l’aiuto di importanti tecnici francesi, del Perpignan, che verranno a Milano non ad allenare la squadra, ma a far crescere proprio lo staff tecnico dell’Amatori.
Tornando al discorso franchigie, i Navarra e Bartoli vogliono mettere in chiaro la differenza di filosofia tra loro e quello che il movimento ha partorito sino a ora. “Non siamo interessati ai superclub come ci sono ora. I nostri giocatori dovranno far parte dei rispettivi club, che devono mantenere la propria identità e la propria tradizione, seppur all’interno di un progetto più ampio”.
Un progetto che, esulando dall’Amatori, vorrebbe portare una tappa del torneo Seven della Fira a Milano e, l’anno prossimo, organizzare il trofeo del centenario, a ricordo del primo incontro internazionale di rugby giocato proprio a Milano nel 1911. (s.cas.)






