L’AQUILA – Slitta a lunedì la definizione del futuro assetto societario dell’Aquila Rugby, alle prese con l’ennesima crisi interna societaria mentre i risultati in campo continuano a essere da incubo, oggi 32-0 contro le Fiamme Oro.
Ieri sera in Comune, infatti, davanti al sindaco, Massimo Cialente, componente del consiglio d’amministrazione, il vertice convocato d’urgenza si è chiuso senza decisioni.
Anche se, da quanto si apprende, Eliseo Iannini ha ribadito di essere pronto a dimettersi qualora non ci fosse più spazio per il progetto triennale varato assieme alla ormai ex vice presidente Marzia Frattale, che si è dimessa giovedì scorso.
Se il 21 gennaio, sempre in Municipio, saranno definitivamente scartate le idee del tandem Frattale-Iannini, se ne andrà anche lui.
E a quel punto non ci saranno più alibi né si potrà dichiarare che ”nessuno si avvicina”, ma resterà tutto com’è.
Come se fosse un vanto essere penultimi in classifica e lottare per non retrocedere. E aver collezionato dieci sconfitte di fila, mai successo prima.
È, questo, il migliore ”biglietto da visita” del fallimento sia tecnico e gestionale della società attuale, composta da persone che hanno preso decisioni senza rischiare i propri soldi, ma quelli degli altri.
L’Aquila sta perdendo il suo blasone: per tutto il girone d’andata il club neroverde non ha avuto nessuna gara in diretta televisiva, alcuni giocatori hanno rifiutato le offerte neroverdi, tra cui la seconda linea Grimaldi che, addirittura, ha preferito scendere di categoria.
La Frattale e Iannini puntano (puntavano?) a riavvicinare la Old Rugby, far rientrare nel club la leggenda Massimo Mascioletti, riavvicinare le due società, la “Polisportiva” alla “1936”. Un progetto che ora è a rischio.






