L’AQUILA – “Per me, che vengo dal calcio, il rugby rappresenta oggi lo specchio di quelli che sono i miei valori, legati al sacrificio, alla dedizione, alla costanza, al rispetto degli avversari e delle regole. Il rugby, così radicato nell’anima degli aquilani, non è solo uno sport, è un ingrediente nell’anno in cui siamo capitale italiana della cultura”.

Riflessioni intime, in un anno per le conferme, con lo sguardo sempre in avanti, verso nuove mete da conquistare: questo lo spirito che anima Mauro Scopano, presidente della Rugby L’Aquila.

Per l’imprenditore 52enne amministratore dell’Aterno gas & power, motivo di orgoglio, e punto di arrivo, è già quello di essere stato protagonista del rilancio del glorioso rugby aquilano, dopo anni di crisi, con la nascita, nel 2021, della nuova compagine neroverde, iscritta al campionato di serie C, e che ha subito conquistato agevolmente la serie B, nel 2022, e poi nel 2024 è salita in serie A, ed è oggi quarta in classifica, reduce da una bella vittoria casalinga di domenica scorsa contro la Us Roma.

Intanto ad affiancare la prima squadra, di cui è head coach Luigi Milani, coadiuvato da Massimo Lombardo (coach trequarti) e Riccardo Parisse (assistant coach), è arrivata anche la squadra Cadetta, affidata a Mattia Valdrappa, coadiuvato da Stefano Iezzi e Umberto Lorenzetti che milita in serie C, fondamentale palestra per far crescere nuovi talenti necessari anche alla prima squadra. Vivaio e porta d’ingresso al rettangolo verde sono poi la Rugby Experience School e la Polisportiva.

“Il rugby – commenta Scopano – è oggi all’Aquila molto florido, attivo, tanto a livello giovanile, quanto a livello di territorio e passione dei tifosi. Oltre alle due squadre seniores, centrale è per noi l’attività svolta dall’Experience, che già da da qualche anno ha sfiorato finali scudetto, ha ottenuto un titolo con l’under 16, ma c’è anche la Polisportiva, che molto bene sta facendo con il mini rugby, e c’è poi a rafforzare tutto il movimento anche il Paganica rugby, che sta disputando un ottimo campionato di serie A, si sta consolidando, sta confermando i livelli dello scorso campionato. Alla luce di tutto ciò, ci sono le basi per poter essere molto ottimisti per il futuro”.

Venendo invece al presente, Scopano, nell’anno in cui L’Aquila è capitale italiana della Cultura, intende evidenziare il valore aggiunto che può e deve rivestire il rugby e in generale la cultura sportiva.

“Il sindaco Pierluigi Biondi, già allo stadio Olimpico la scorsa settimana in occasione del Sei nazioni, ha rilanciato questo connubio fortissimo che c’è tra il rugby e cultura. Non posso che sottoscrivere. Qui all’Aquila questo sport è praticato da tantissimi nostri giovani, ed è radicato anche nel dna di chi non lo pratica, è un fattore di coesione sociale, di integrazione, è espressione dei valori che ho pocanzi ricordato. E questo per me significa cultura”.

Tornando al campionato: “siamo partiti per migliorare il risultato dello scorso anno, non soltanto in termini di classifica, ma nell’ottica di far crescere anche i ragazzi. Abbiamo una rosa molto giovane, tre quarti di essa è intorno ai 20 anni, rispetto ad una media della serie A di 26 anni, è questo è fondamentale per continuare a crescere sia in termini di risultato e qualità di gioco. Stesso discorso vale per il consolidamento della Cadetta, di fatto la seconda squadra della Rugby L’Aquila, e dobbiamo considerare che le Cadette o ce le hanno le squadre di Elite e solo qualche squadra di serie di A1. Per noi che siamo in serie A rappresenta, dopo soli quattro anni, un risultato importante e non affatto scontato, e l’obiettivo è ora quello per la Cadetta di conquistare la serie B, per approssimarsi al livello della prima squadra”.

Grazie alla Rugby L’Aquila è tornato a riempirsi anche il glorioso stadio Tommaso Fattori, ma questo non significa che tutto sia ottimale a livello di infrastrutture sportive.

“Abbiamo fatto un grosso lavoro sul Fattori, lo abbiamo riqualificato, abbiamo investito per renderlo più accogliente, per consentire di poter giocare su un terreno funzionale. C’è però un problema ora da risolvere: al Fattori si svolgono, tra prima squadra e Cadetta quattro allenamenti a settimana, con sessanta atleti coinvolti, e così diventa davvero difficile arrivare alla domenica con un terreno di gioco in condizioni ottimali. Stiamo studiando comunque una soluzione”.