CITTA’ SANT’ANGELO – Sono in arrivo i primi avvisi di garanzia per la morte dei due pazienti della clinica privata Villa Serena rimasti carbonizzati nel rogo della loro camera. 

Lo lascia capire chiaramente l’ennesimo rinvio dell’autopsia sui corpi di Amerigo Parlante e Domenico Di Carlo, che restano ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria, come spiega Il Messaggero. 

Il pm Rosangela Di Stefano, che ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di incendio e omicidio colposo, intende chiarire con esattezza il quadro delle ipotesi di responsabilità, in modo da consentire agli indagati di partecipare all’esame autoptico con loro consulenti di parte. 

E quindi aspetta di avere in mano la relazione conclusiva dei vigili del fuoco del comando provinciale che stanno indagano proprio sulle cause delle fiamme insieme al nucleo investigativo antincendio dell’Aquila (Niat), il cui apporto è stato richiesto dal comandante provinciale Vincenzo Palano. 

Relazione che non potrà arrivare prima del fine settimana. Giovedì 30 è infatti previsto il ritorno a Città Sant’Angelo degli esperti del Niat per nuovi rilievi e per verificare le ipotesi investigative a cui si è giunti. 

Eliminata come causa il corto circuito, sin dall’inizio si pensa che a provocare le fiamme possa essere stata una sigaretta, non escludendo però neppure i fiammiferi o un accendino. Da quanto emerso, nel reparto era tollerato che i pazienti psichiatrici fumassero. Per cui si ritiene che uno di loro sia entrato nella stanza delle due vittime e abbia scatenato le fiamme.

Ma la procura vuole riscontri precisi, capire cosa sia successo veramente. Solo a questo punto conferirà l’incarico per l’autopsia al medico legale Cristian D’Ovidio, che si è già occupato delle ricognizioni cadaveriche. Non prima però di aver notificato agli eventuali indiziati gli avvisi di garanzia, consentendo loro di attivare le garanzie difensive. 

Probabilmente, quelli che si apprestano ad arrivare sono solo i primi avvisi di garanzia, i vigili del fuoco e i carabinieri stanno infatti indagando su vari aspetti della vicenda: dalla vigilanza ai protocollo di controllo e sicurezza, sino ai tempi di intervento del personale dal momento preciso in cui è scattato l’allarme che segnalava un incendio in atto.