L’AQUILA – Se non è uno scrontro tra sindaci, poco ci manca. Questa mattina il sindaco di Segrate (Milano), che ieri ha tenuto un incontro dopo il rogo del centro polifunzionale di Castelnuovo (L’Aquila) ha dichiarato: “Gli aquilani hanno poca voglia di ripartire”. Pronta la risposta del sindaco di San Pio delle Camere, Francesca D’Andrea: “Qui nessuno aspetta la manna dal cielo”.
ALESSANDRINI: “VEDO POCA VOGLIA DI RIPARTIRE”
L’AQUILA – “Gli aquilani hanno poca voglia di ripartire. In tanti si lamentano, ma lamentarsi non basta: bisogna ricostruire. Ognuno deve rimboccarsi le maniche e mettere a posto la propria casa. Questa è la ricostruzione”.
Il sindaco del Comune di Segrate (Milano), Adriano Alessandrini, non usa mezze parole e sferra un duro attacco contro il capoluogo abruzzese: “Non dico che gli aquilani siano ingrati, ma devono darsi da fare”.
Alessandrini è ancora infuriato all’indomani del vertice che si è tenuto a Castelnuovo (L’Aquila), per discutere con la popolazione locale gli scenari futuri dopo che un incendio colposo, forse nato per incuria, ha polverizzato il centro polifunzionale da un milione di euro che i lombardi avevano costruito nel post-terremoto proprio nella zona dei map (moduli abitativi provvisori) del paese.
“Com’è andato il vertice? Bene, a parole – dice il sindaco milanese – Ma alle parole devono seguire i fatti. Si è parlato di tanti fondi a disposizione per la ricostruzione del centro polifunzionale: hanno dato la propria disponibilità, a finanziarlo almeno in parte, il Comitato di Castel Nuovo, il Comune di San Pio delle Camere (per circa 120mila euro) e sarebbero a disposizione anche delle donazioni dall’America”.
“Se questi soldi fossero effettivamente spendibili – continua Alessandrini – si può potrebbe pensare a ripartire. Noi all’epoca abbiamo cacciato 500mila euro per quel centro, anche se il valore reale è di più del doppio di quella cifra. Adesso non so se saremo ancora disposti a fare lo stesso”.
Il sindaco invita tutti i cittadini ad una “riflessione collettiva”. “Se nascerà qualcosa di buono, anche l’incendio sarà servito. La vera responsabilità di quello che è accaduto è l’incuria. Ho sentito tante sciocchezze sul legno in questi giorni: che il centro non era di legno ignifugo e altro. Non è così: nelle nostre zone abbiamo diverse strutture di questo genere e su tutte le montagne ci sono baite con i camini all’interno. Nessuna ha mai preso fuoco così facilmente”.
Alessandrini, infatti, ritiene che l’intervento dei vigili del fuoco non sia stato sufficientemente tempestivo e che l’incuria abbia fatto il resto. “La verità – spiega Alessandrini – è che lì dentro ho trovato cinque brandine a posto degli uffici, dei divani nella cabina del gas. Quella struttura doveva essere usata per le attività, le feste del paese, non per far dormire le persone”.
E’ per questo che il sindaco lancia un ultimatum: “Non so se il centro si ricostruirà, ma se questa è la strada che si intende percorrere è necessario che si trovi da subito un utilizzo serio per la struttura – dice – Deve essere presentato un progetto per la sua gestione. Dal giorno stesso in cui sarà ricostruito dovrà essere utilizzato”.
“Lì dentro c’era un bel bar che non è mai stato aperto – conclude Alessandrini – doveva diventare il centro del paese, ma non si è stati capaci di sfruttare questa occasione”.
SINDACO D’ANDREA: “QUI NESSUNO ASPETTA LA MANNA DAL CIELO”
SAN PIO DELLE CAMERE – “Nessun castelnovese sta aspettando la manna dal cielo. Tutti si stanno rimboccando le maniche. Siamo un popolo dignitoso e lo abbiamo dimostrato in più occasioni”.
Risponde “piccata” Francesca D’Andrea, sindaco di San Pio delle Camere, alle accuse del primo cittadino di Segrate (Milano), Adriano Alessandrini. D’Andrea sottolinea anche l’importanza di costruire un nuovo centro in sostituzione del precedente, esattamente dov’era quello realizzato dai milanesi.
“Castelnuovo è uno dei borghi più colpiti, insieme ad Onna, dal terremoto – dice il sindaco- E’ normale che ci sia qui un processo di ripresa più lento, ma non stiamo assolutamente aspettando che ci piovano le cose dal cielo. Ognuno si sta dando da fare per quanto possibile”.
Sul centro polifunzionale distrutto dall’incendio nei giorni scorsi, il sindaco precisa: “Non finirò mai di ringraziare i segratesi per il dono che ci hanno fatto. E’ stata per noi una struttura importante, il primo punto d’incontro dopo il terremoto”.
“E’ inutile però cercare colpevoli di quanto avvenuto – continua D’Andrea – sarà la Polizia giudiziaria a decidere in tal senso. Io so solo che, per quanto mi è stato possibile, ho limitato al massimo l’utilizzo scorretto del centro. Ho la coscienza pulita in questo senso. D’altra parte è importante ricordare che quel centro ancora non aveva l’agibilità”.
Proprio la mancanza di questo atto formale avrebbe indotto il sindaco a non aprire alcuni servizi all’interno della struttura come il bar.
“Non capisco come possa accusarmi il primo cittadino di Segrate per non aver aperto il bar – spiega D’Andrea – quando anche lui sa che a livello burocratico c’erano ancora delle cose da mettere in regola”.
E ancora sull’incendio che ha distrutto l’edificio di legno: “Quel giorno non c’ero – dice il sindaco di San Pio – I cittadini però mi hanno detto che appena visto il fumo sono stati presi gli estintori. Le fiamme a quel punto erano già alte ed è stato per questo necessario attendere l’intervento dei Vigili del fuoco. Non penso sia stato un problema di tempestività nell’intervento, come dice Alessandrini” .
D’Andrea smentisce anche le accuse del sindaco di Segrate riguardo alla possibilità che il centro sia stato utilizzato impropriamente come ricovero per alcuni cittadini. “Lì non ci dormiva nessuno – afferma – posso assicurarlo”.
“E’ per me importante – conclude D’Andrea – ridare a Castelnuovo un centro polifunzionale come quello che c’era. Stiamo cercando anche di trovare i fondi necessari. Penso che sarebbe bello anche rifarlo dov’era, anche se ci vorrà tempo perché l’area per il momento è sotto sequestro. Dobbiamo lavorare uniti verso questo obiettivo, senza spaccature”.
IL RACCONTO DEL NOSTRO LETTORE di Alessandro Gioia
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