L’AQUILA – Spunta una nuova pista sul rogo dell’Aquilana Società Multiservizi. Lo rivela il Centro precisando che si riferisce a fatti  che risalgono a 4 anni fa ma non per questo da ignorare.

Nel 2019, secondo quanto  riporta il quotidiano,  un grave episodio riguardò infatti l’attuale direttore dell’Asm, Fabio Ianni, all’epoca dei fatti responsabile del Servizio macerie e igiene urbana del Comune dell’Aquila, che si vide recapitare una lettera di minacce anonima: «Fabio Ianni deve fare la stessa fine», recitava il testo della missiva, corredata da un articolo di giornale in cui si dava notizia dell’esecuzione a sangue freddo del 51enne Marcello Bruzzese – fratello del collaboratore di giustizia legato alla ‘ndrangheta Girolamo – raggiunto da una ventina di colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata in un agguato avvenuto nel Pesarese la notte di Natale del 2018. Agguato per il quale lo scorso giugno il gup di Pesaro ha emesso due sentenze di condanna all’ergastolo a carico del 43enne Fancesco Candiloro di Polistena e del 44enne Michelangelo Tripodi di Vibo Valentia, entrambi riconosciuti come gli esecutori materiali del delitto Bruzzese. Si attende ancora invece la sentenza definitiva a carico del terzo imputato, il 57enne Rocco Versace di Taurianova, accusato invece di aver pianificato l’omicidio.