ROCCA DI CAMBIO – Rifiuta le accuse di conflitto d’interessi il sindaco di Rocca di Cambio (L’Aquila, nella foto il municipio), Gennarino Di Stefano, che è anche direttore della stazione sciistica di Campo Felice.

Un doppio ruolo per il quale è stato criticato dal gruppo di minoranza in Consiglio comunale, che gli ha contestato di aver deliberato l’abbassamento di un canone di concessione di terreni a favore del suo datore di lavoro.

“Non ho abbassato alcun prezzo – replica Di Stefano – Mi sono limitato a riprendere una delibera della vecchia amministrazione e a confermare il parere dei tecnici. Quanto alle accuse dell’opposizione, vedrò come agire”.

Di Stefano entra poi nello specifico sui terreni, di proprietà del Comune e concessi alla Campo Felice Spa, per cui lavora. “Ci sono due prezzi – spiega – per quanto riguarda la concessione. Il canone annuale per i terreni è 0,16 euro al metro quadrato, per i terreni su cui insistono locali commerciali sale invece a 6,55. Parliamo di un’area di pochi metri quadrati, circa 200. Con due lettere alla vecchia amministrazione, la società ha contestato di aver applicato il prezzo di 6,55 su tutto. Viceversa, il parere del tecnico era appunto di 0,16 per i soli terreni. Io ho soltanto convalidato quel prezzo. Oltretutto, la Regione Abruzzo aveva già approvato quella delibera”.

Il primo cittadino respinge anche in generale l’idea che il suo lavoro e la sua carica pubblica possano confliggere. “Sono due cose separate e distinte – ribadisce – perché io sono un dipendente della Campo Felice. Non ne sono un socio né l’amministratore delegato, o uno che fa parte del consiglio d’amministrazione. Il mio stipendio è quello, sia se la Campo Felice incassa uno che se incassa venti, sia se i terreni li paga uno, sia se li paga cinquanta. Mi sono fatto fare più di un parere legale che mi conforta su questo argomento, quindi sono tranquillo”.

Mano tesa all’opposizione, comunque. “Più di una volta – conclude Di Stefano – ho già ricordato in Consiglio che Rocca di Cambio fa parte del ‘cratere’. È un paese che nella sfortuna non ha avuto vittime, però di danni materiali ne ha subìti tanti. Il paese è in ginocchio e non c’è bisogno di polemiche vecchie di vent’anni. C’è bisogno di lavorare per cercare di riportarlo a quello che era una volta”.

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