L’AQUILA – “Confidiamo nella sensibilità e nella generosità del settore privato, non solo dell’Ance e della Fondazione Carispaq, per completare, in via definitiva, l’operazione Robot Da Vinci”, il macchinario altamente tecnologico da qualche settimana in dotazione in comodato d’uso alla Asl provinciale numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, per il quale, comunque, mancano “i kit accessori per eseguire gli interventi”.
Lo ha affermato Luigi Di Clemente, primario di urologia all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, in un’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb in occasione dell’assemblea di fine anno dell’associazione costruttori.
Il robot, di cui in Italia a oggi c’è solo un altro esemplare, permetterà di eseguire operazioni chirurgiche di alta precisione consentendo al chirurgo un campo visivo 10 volte più ampio, precisione assoluta nel taglio, sanguinamento ridotto e degenze dimezzate nel post-operatorio.
Il macchinario potrebbe consentire di svolgere un certo numero di polioperazioni ma questo dipenderà “dalla disponibilità economica, finanziaria che abbiamo – spiega Di Clemente – È un’apparecchiatura in comodato d’uso quindi è necessario acquistare i kit per eseguire gli interventi che hanno un certo costo”.
Già nel paniere comunque, un contributo da parte di Fondazione Carispaq e Ance Abruzzo attraverso il fondo etico per la ricostruzione per complessivi 240 mila euro, come anticipato a ottobre da questo giornale. (ele.mar.)



