L’AQUILA – “In relazione agli articoli di stampa apparsi oggi sui quotidiani La Repubblica e La Verità, mi preme evidenziare che si tratta delle stesse notizie già diffusamente riportate nei mesi di marzo e aprile scorsi da vari organi di stampa. Tali notizie scaturiscono da false affermazioni rese da appartenenti alla società Equalize, nell’ambito delle attività di indagine disposte dalla Procura della Repubblica di Milano”.

Lo afferma Giovanni Legnini, commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, ex parlamentare e sottosegretario all’Economia con delega alla ricostruzione del terremoto dell’Aquila del 2009, ex commissario straordinario di governo per la ricostruzione post sisma del Centro Italia 2016 e 2017, che già si era candidato nel 2019 a presidente della Regione Abruzzo per il centrosinistra, sconfitto da Marco Marsilio, di Fdi, a capo del centrodestra.

Questo in riferimento agli articoli di stampa di oggi sull’inchiesta Equalize e sulla Squadra Fiore, il sistema di spionaggio e dossieraggi su commissione. Sarebbe indagato per accesso abusivo e rivelazione del segreto d’ufficio. Secondo i pm, Giovanni Legnini avrebbe aiutato un amico di lunga data, l’imprenditore Lorenzo Sbraccia, facendogli ottenere informazioni riservate dalle Fiamme Gialle. Legnini verrà interrogato lunedì prossimo, 22 dicembre.

“Ho già provveduto, lo scorso mese di giugno, a inoltrare atto di denuncia-querela per diffamazione e calunnia nei confronti dei predetti hacker. A seguito delle attività di indagine conseguenti a tali false dichiarazioni da parte degli appartenenti alla Società Equalize, ho richiesto io stesso, per il tramite del mio difensore, Avv. Antonio Villani, al Pm titolare delle indagini di essere ascoltato, essendo assolutamente convinto della mia totale estraneità ai fatti che mi vengono falsamente attribuiti. Mai, infatti, ho compiuto attività di intermediazione presso gli ufficiali della Guardia di Finanza ed ex appartenenti al Corpo, per Lorenzo Sbraccia o per chiunque altro, al fine di acquisire informazioni da banche dati riservate”.

“Si riportano, peraltro, errate informazioni come le circostanze pubblicate sul quotidiano La Repubblica, del tutto inesistenti, in base alle quali disporrei da un lato di una casa ‘corazzata a prova di intercettazioni’ e, dall’altro, avrei favorito asseriti incontri e/o presentazioni di Lorenzo Sbraccia con l’ex Comandante Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, che mai ho contattato per tali finalità. Fornirò, quindi, con assoluta serenità tutti i chiarimenti che mi saranno richiesti e confido che questa vicenda, frutto di calunniose affermazioni da parte di persone con le quali non ho mai avuto nulla a che fare, possa definirsi al più presto”.