L’AQUILA – Spesso per nascondere qualcosa è sufficiente lasciarla bene in vista e nessuno penserà di cercarla nel posto più scontato.

Una cosa del genere è accaduta per l’antica pietra scomparsa dalla chiesa di San Michele Arcangelo, nella frazione aquilana di San Vittorino, della cui sparizione questo giornale ha dato notizia nei giorni scorsi, dopo un comunicato diramato dall’associazione San Vittorino Amiterno.

Ieri mattina, durante la visita guidata organizzata dall’Archeoclub nell’ambito del programma ‘Una settimana non basta’,una serie di itinerari alla scoperta dei percorsi archeologici del circondario, mentre i visitatori terminavano il giro delle catacombe, la curiosità di uno di loro, il signor Gianfranco Consorte, dipendente della soprintendenza unica per l’Abruzzo, lo ha portato a sbirciare sotto una pietra posta all’ingresso.

Una pietra che per dimensioni e caratteristiche sembrava corrispondere alla descrizione della reliquia sparita, fatta eccezione per i tre buchi, quelle cavità utilizzate per martirizzare i cristiani mediante lo schiacciamento della testa. 

La pietra è risultata essere proprio quella tanto cercata: spostata probabilmente durante i lavori di restauro, portata in un punto diverso della parte antica della chiesa e per giunta capovolta. Forse da qualcuno che non ne conosceva la storia e l’importanza.

Per un tesoro ritrovato ne restano purtoppo tanti altri di cui non si sa più nulla.