L’asperità del territorio ha ostacolato a lungo lo sviluppo dell’economia abruzzese finchè l’apertura negli anni Sessanta delle grandi autostrade che hanno collegato le città abruzzesi a Roma, dell’Adriatica Bologna-Bari e più recentemente del tunnel del Gran Sasso hanno aperto alla regione le porte d’Italia e d’Europa. Le risorse economiche sono quasi interamente legate alla produzione agricola con prodotti di consumo per lo più locale, (cereali, patate, ortaggi, vite, ulivi) e prodotti tipici che vengono esportati in Italia e all’estero (zafferano, liquirizia, tabacco, barbabietola).

Importante in tutta la regione è anche l’allevamento del bestiame, prevalentemente ovino, che nel passato ha rappresentato una delle fonti di sostentamento primarie della popolazione anche se la millenaria pratica della transumanza – lo spostamento delle greggi dai pascoli montani alle pianure al di fuori della regione – si è trasformata nel rimessaggio delle greggi in inverno.Anche l’allevamento suino ha raggiunto una certa rilevanza e a livello locale si producono svariate qualità di salami, salsicce e prosciutto.La pesca é uno dei settori qualificanti dell’economia della regione.L’Abruzzo produce un quinto dell’energia idroelettrica dell’Italia intera grazie agli imponenti impianti idroelettrici di Campotosto, del Sagittario e dell’Alto Sangro.Le risorse del sottosuolo comprendono: petrolio (Alanno), alluminio (Marsica), bauxite e idrocarburi.

Lo sviluppo industriale è limitato, fatta eccezione per le aree nei pressi dei capoluoghi: si hanno notevoli zuccherifici ad Avezzano, industrie della telecomunicazione presso L’Aquila, manufatturiere e collegate all’edilizia nelle province di Pescara, Teramo e Chieti. Importante e in crescita è l’industria turistica sulla riviera adriatica e nelle località sciistiche.