(03/03/2009 17.23) I capigruppo de “La Sinistra, VERDI-SD” Walter Caporale, Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, Italia dei Valori Carlo Costantini e Comunisti Italiani Antonio Saia, hanno presentato in Consiglio regionale una risoluzione urgente in cui vengono illustrati i casi legati a “problematiche pericolose e irrisolte dello stoccaggio delle scorie prodotte dalla fissione nucleare, nonché l’incertezza sui tempi di realizzazione delle centrali, l’aumento della materia prima (l’uranio, il cui costo e sestuplicato in cinque anni) l’improbabile possibilità dei vantaggi economici da parte dei cittadini”. A tale riguardo Walter Caporale (La Sinistra, VERDI-SD)ha dichiarato: “Come può l’Abruzzo dire si al Nucleare senza aver risolto il problema delle scorie? Senza interpellare i cittadini sul territorio? Senza far gravare sui cittadini i costi effettivi di realizzazione degli impianti? L’Abruzzo ha tutte le caratteristiche morfologiche per avviare una seria produzione di energie da fonti rinnovabili. Non è impossibile realizzare in pochi mesi campi fotovoltaici e riuscire a produrre i 600 Mw sufficienti a soddisfare il fabbisogno di 375.000 famiglie”. “Occorre veramente poco – ha aggiunto Caporale – basta la volontà, politica in primis, di capire che è possibile produrre energie, abbattendo l’emissione di CO2 evitando progetti sconvenienti e pericolosi come quelli che si vogliono realizzare nella Regione Polmone Verde d’Europa: impianti nucleari, inceneritori e centrali per la lavorazione degli idrocarburi”. “Con la Risoluzione odierna chiediamo di dichiarare l’Abruzzo Regione denuclearizzata – ha concluso Caporale – e di far pervenire al Presidente del Consiglio, l’indisponibilità dell’Abruzzo ad ospitare sul proprio territorio una centrale nucleare”.

Fonte: ACRA