PESCARA – “La produzione del mio Rustiko è sospesa. In attesa dell’esito del contenzioso che sto conducendo all’Ufficio dell’Ufficio Brevetti e marchi. Convinto cocciutamente di avere ragione, e intanto mi dedico alla musica, e ai lavori in campagna”.

Per ora, quello di Gregorio Angelucci, è un arroccamento strategico, nell’avvincente battaglia tra i trattori e le mietitrebbie abruzzesi di Rustiko, e i carri armati di Risiko.

Il 39enne di Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, come già raccontato da Abruzzoweb, nel 2009 ha inventato un gioco da tavolo, Rustiko, grazie al quale tanti appassionati si cimentano, con mietitrebbie e trattori, a conquistare l’Abruzzo, diviso in 43 territori, lanciando dadi ed estraendo dal mazzo le carte con la pècure, la pecora, lu pitilive, la pianta di ulivo, lu travocche, il trabocco, e sopratutto il jolly, contrassegnato dalle rrustelle, gli arrosticini di pecora.

Gioco di strategia, che richiama indubbiamente il famosissimo Risiko, commercializzato dalla multinazionale canadese Spin master.

Ed è per questa ragione che è si è innescata una appassionante battaglia legale: la multinazionale ritiene che Rustiko sia un plagio, accusa sdegnosamente rispedita al mittente da Angelucci, e dal suo legale, Massimo Di Muzio, del foro di Chieti, che hanno rifiutato offerte in denaro per ritirare il loro marchio, o cambiarlo radicalmente.

Si è ora in attesa della decisione dell’Ufficio Brevetti e marchi, articolazione del Ministero dello Sviluppo economico, che ha competenza in materia, a cui sia la Spin Master che Gregorio Angelucci, hanno inviato le rispettive memorie. Una lettura molto interessante, non solo per gli addetti ai lavori. 

Resta il fatto però che Angelucci intanto è stato costretto a fermare la sua piccola attività, iniziata con pedine realizzate in legno, una per una, in modo artigianale, come per il campo da gioco, le carte e tutto il resto. Poi l’idea di un gioco di strategia “abruzzese” e “campagnolo” e che smitizzava anche il linguaggio militaresco, (non è facile andare in guerra con un trattore),  ha poi cominciato a riscuotere entusiasmo, e Angelucci ha acquistato una stampante 3d, per produrre le pedine in amido di mais, moltiplicando produzione e vendite.

“Premesso che per me era più che altro una passione – spiega ad Abruzzoweb – visto che con le scatole che vendevo di Rustiko non mi ci usciva ancora lo stipendio, la verità è che ho dovuto fermare tutto. Non posso non avere certezza del marchio, che oramai si è affermato, ed è stampato su tutto il materiale che ho in magazzino. Un peccato, perché avevo contattato imprenditori disposti ad investire, ed anche enti ed amministrazioni, con cui attivare interessanti sinergie, visto che Rustiko ha per me un valore prima di tutto culturale, e di promozione turistica.  E non dava fastidio a nessuno, era solo uno scanzonato atto di amore per la mia terra…”

Decisivo insomma, per uscire dall’assedio, e fare le prossime mosse, attendere cosa deciderà l’Ufficio brevetti.

Cominciamo dalle argomentazioni della multinazionale.

I legali della Spin master, evidenziano innanzitutto che il marchio Risiko è famoso a livello nazionale, da 40 anni a questa parte, citato nel dizionari di lingua italiana Devoto Oil, e Sabatini Colletti. Hanno tenuto anche a ricordare, che “nella canzone pubblicata, scritta e interpretata dai noti artisti italiani, Fedez e J-ax c’è un verso che recita ‘e poi Donald Trump si allena con il Risiko'”

Nulla di cui stupirsi, “sono stati effettuati notevoli investimenti economici sul marchio”, e pertanto è “indubbio che oggi possa essere considerato quale segno di elevata distintività che certamente si è accreditato sul mercato italiano”.

Appare del tutto evidente che “il marchio Rustiko sotto un profilo visivo appare simile a quello di Risiko, tenuto conto che la lettera ‘k’ presente in entrambi i segni è fortemente caratterizzante”.

La forte somiglianza verbale e fonetica tra i due segni determina così “un rischio di confusione per i consumatori”, che potrebbero pensare che Rustiko è una versione “regionale e agricola” del famoso Risiko.

Pertanto “si richiede all’ufficio di rigettare la domanda di registrazione”.

Ovviamente di segno opposto sono le argomentazioni di Angelucci e del suo legale.

“Il marchio Rustiko – si  ribatte nella memoria –  non è simile al marchio ‘Risiko’, né dal punto di vista visuale, tantomeno da quello auditivo, né soprattutto da quello concettuale”, e “la preoccupazione per un rischio di confusione per la clientela, è completamente infondata”.

Infatti si sostiene che “qualsiasi individuo capace di leggere non potrà mai confondere la dicitura dei due differenti marchi”.  

Inoltre la lettera ‘k’, centrale nella controversia, “nella lingua italiana viene usata comunemente per utilizzi quotidiani ( ok, ko), per inglesismi come ‘musica rock’ o ‘folk’, per accezioni in voga nello slang giovanile, come ‘okkupazione’ o espressioni tipo ‘ke fai?’,  e per altre accezioni prese in prestito da lingue straniere. Come ad esempio, tra l’altro, il termine ‘risiko’ stesso, il quale è una parola tedesca ed ha significato di ‘rischio’, ma è facilmente intuibile nel suo concetto, anche da un italiano che non conosca alcuna lingua straniera”.

Il termine viene infatti utilizzato comunemente nella lingua italiana, assicura Angelucci, “ad esempio si pensi al proverbio ‘chi non risica non rosica’”. 

Infine pur essendo Rustiko “un termine non presente sul vocabolario della lingua italiana, è foneticamente identico all’aggettivo ‘rustico’ e si riferisce pienamente al suo concetto, al suo significato ed al suo valore semantico, nonché alla vera e propria ‘mission’ del marchio, che è quella di evocare le immagini ed i simboli rurali e, quindi rustici, della cultura popolare abruzzese”. 

Sulla scatola infatti “il marchio è già affiancato da elementi tipici che univocamente riconducono solo ed esclusivamente alla cultura popolare abruzzese. Infatti sulla confezione affianco al marchio appare in bella mostra il famoso e celebre Guerriero di Capestrano. E ciò di per sé basterebbe ad ulteriormente distanziare i due prodotti all’occhio del pubblico, il quale, per i motivi già rappresentati, possiede retaggi e interessi diversi, per la differente vocazione dei due giochi”.

Plastica e perentoria la chiosa argomentativa: “Risiko è apprezzabile da chiunque, mentre il Rustiko è destinato inequivocabilmente ad un pubblico di matrice culturale abruzzese”.