ROSETO DEGLI ABRUZZI – Sabato scorso un gruppo nutrito di escursionisti è partito dalla pineta Celommi, al centro di Roseto degli Abruzzi (Teramo), alle 20 per raggiungere la Fonte dell’Accolle dove è arrivato intorno alle 21,30. 

Alla Fonte ad attenderli tante altre persone arrivate a Montepagano con mezzi propri o con il bus navetta messo a disposizione dal Comune.  

Tutti riuniti per ascoltare l’esibizione del coro “Ars Vocalis” nella prima luna piena di Agosto.

Un successo di pubblico: oltre duecento, alla fine dell’incontro, i partecipanti registrati.

L’iniziativa voluta da Comune di Roseto degli Abruzzi e Comitato per la Riserva Borsacchio è stata organizzata dall’Ufficio del Commissario della Riserva con il supporto di tutte le Associazioni ambientaliste locali (WWF Abruzzo, Legambiente, FIAB e Associazione Guide del Cerrano) con il supporto dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e con il meritorio lavoro di ripulitura della Fonte e dei percorsi storici da parte delle Giubbe Verdi di Roseto.

Adulti, bambini, anziani, un gruppo quanto mai variegato e allegro ha partecipato all’escursione promossa anche dal gruppo Roseto Cammina e dall’Associazione Città di Roseto. Guidati dagli esperti delle varie associazioni la passeggiata è stata occasione di approfondimento per conoscere gli aspetti storici della città di Roseto, le peculiarità naturalistiche della Riserva Borsacchio e per percorrere l’antico e storico sentiero dell’Accolle che ha sempre collegato Montepagano con la parte nord della propria costa.All’arrivo alla fontana lo scenario è stato particolarmente suggestivo.

L’organizzazione del Comitato per la Riserva Borsacchio ha fatto trovare la fontana interamente illuminata dall’interno evidenziando così il particolare sistema di funzionamento ed utilizzazione storica della Fonte spiegato dalle guide a tutti i partecipanti: il percorso della preziosa acqua è quello che caratterizzava l’utilizzo della Fonte, dalla piccola nicchia dove veniva riempita la conca di rame che le donne riportavano in paese poggiata sulla testa, all’abbeveratoio degli animali subito sotto, fino all’utilizzo delle acque residue per poter far funzionare un lavatoio comune dove le donne di Montepagano trascorrevano gran parte del loro tempo; ed oltre, lungo il piazzale selciato l’acqua residua veniva utilizzata per il lavaggio degli armenti.