L’AQUILA – “Ma il rischio esondazione riguarda solo alcune aziende, e altre no?”.
Questo l’interrogativo che si pongono alcune realtà imprenditoriali che operano nel nucleo industriale di Pile, ad ovest dell’Aquila, che si sarebbero viste negare l’autorizzazione ad ampliare il loro stabilimento, e perché sull’area grava appunto il rischio idraulico rappresentato dal torrente Raio. Un’area di circa un chilomentro, ricadente solo una parte del nucleo.
Il rischio idraulico però non ha impedito, questo il punto evidenziato, alla multinazionale Dompè di completare, nel giugno 2018, un ampliamento del sito produttivo e di ricerca e sviluppo, possibile grazie ad un investimento di 30 milioni di euro, nell’ambito del Contratto di Sviluppo da 41 milioni di euro, di cui 9,4 da parte di Invitalia. I lavori, affidati in trattativa privata, se li è aggiudicati la Edilfrair dell’ex presidente dell’Ance, Gianni Frattale.
Per capirci qualcosa di più, Abruzzoweb ha dunque contattato l’assessore comunale dell’Aquila Fabrizio Taranta, della Lega, che ha delega a Territorio Ambiente e Protezione Civile, che svela l’arcano:
“Tutto dipende dalle zone puntuali di rischio – risponde sicuro l’assessore -, che non sono identiche nell’area del nucleo industriale, e lungo il corso del fiume. Ovvero il livello di rischio di esondazione può variare anche a 100 metri di distanza. Sarebbe stato infatti impossibile per la Dompè effettuare quell’intervento, contravvenendo a quanto stabilito dal Piano di protezione civile del Comune, che ricomprende tutti i tratti a rischio esondazione idraulico nel territorio”.
Il Piano, tiene a sottolineare l’assessore, “prende ovviamente in considerazione le vasche di esondazione realizzate vicino al Globo, che diminuiscono la pressione e la portata del fiume, nella zona più antropizzata, e dsicende dalle linee guida regionali”.
Per quanto riguarda la Dompé, colosso della biofarmaceutica italiana, i lavori di ampliamento del sito produttivo e di ricerca e sviluppo dell’Aquila, ha riguardato la realizzazione di nuove aree, comprendenti un edificio di quattro piani, dedicato al processo produttivo di granulati ricoperti, un edificio di tre piani destinato al confezionamento ed un nuovo magazzino. Il sito dell’Aquila si è specializzato nella produzione di farmaci di sintesi e di principi attivi biotecnologici, per 50 milioni di confezioni all’anno, e dà lavoro a 241 persone. L’impresa a omiciare dal suo amministratore delegato Sergio Dompè, tiene molto al territorio aquilano con sostegni anche sociali. (ft)






