L’AQUILA – Lo scontro sulla riorganizzazione della tecnonstruttura regionale, tra sindacati e l’assessore al Personale Guido Quintino LIris è approdata ieri in commissione Viglilanza, e il presidente Pietro Smargiassi, del Movimento 5 stelle,  annuncia che sarà necessario ascoltare Liris, impossibilitato a presenziare alla riunione per gli impegni di Giunta volti a fronteggiare l’emergenza correlata al Coronavirus.

“La Commissione vigilanza – ha detto Smargiassi in una nota – ha acquisito le diverse perplessità delle sigle sindacali sull’iter di riorganizzazione delle tecnostrutture della Giunta Regionale. Si è posto innanzitutto l’accento sulla carenza dell’informazione preventiva alle organizzazioni confederali e parti sociali circa gli atti deliberativi con cui la Giunta ha proceduto alla riorganizzazione della tecnostruttura, obbligo peraltro previsto con Legge Regionale 77 del 1999. Ciò che preoccupa è, inoltre, la soppressione di alcuni uffici ritenuti strategici quali, ad esempio, l’ufficio sismica di Sulmona e biblioteca di Lanciano”.

Cgil, Cisl, Uil, Direr ed Rsu, il 30 gennaio hanno abbandonato il tavolo istituzionale di palazzo Silone, lamentando il fatto di essere stati convocati, per esprimere un parere, solo dopo che sono state approvate le delibere di Giunta che hannoh ridotto, in ciascuno degli otto dipartimenti, il numero dei Servizi, da 94 a 84, e degli uffici, da 330 a 301, ridefinendone ance i compiti. In applicazione della legge varata a luglio che porta la firma dello stesso Liris, che ha dato il via libera alla riorganizzazione della macchina burocratica regionale che dà lavoro a 1500 dipendenti, e che dovrà culminare con il bando per coprire le postazioni dirigenziali vacanti, una trentina, atteso a marzo.  E ancor prima con i bandi interni per assumere incarichi di vertice nei vari servizi e uffici. Liris resta fermo sulle sue posizioni, ma ha avviato un negoziato con le organizzazioni sindacali