L’AQUILA – Venti di guerra, in seno alla maggioranza, e opposizioni con il pugnale tra i denti, alla vigilia della quinta commissione Sanità, convocata alle 16 di oggi, in seduta straordinaria, non solo nella forma, ma anche nella sostanza.
Ad essere ascoltata sarà infatti l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, che dovrà scoprire le carte su un tema a dir poco incandescente: la ridefinizione della rete ospedaliera abruzzese. Con al centro il destino degli ospedali di Teramo e L’Aquila, che rischiano di perdere eccellenze e specializzazioni, come teme l’opposizione, e anche gli esponenti di maggioranza espressione dei due territori.
Il tutto è previsto dal famigerato decreto 70 del ministro Beatrice Lorenzin, approvato nel 2015, e che per l’Abruzzo, in base ai bacini di utenza, prevede solo due ospedali di secondo livello, con tutte le specialità, e per gli altri nosocomi una riconversione funzionale, che per i detrattori della riforma significa di fatto un ridimensionamento e taglio di servizi.
Riforma rimasta al palo nella passata legislatura, per le resistenze dei territori, per la difficoltà di individuare, tra le quattro città capoluogo, dove localizzare gli ospedali di eccellenza. Per la difficoltà oggettiva di creare una capillare rete sanitaria e assistenziale sul territorio, che è la conditio sine qua non per limitare l’ospedalizzazione.
La soluzione a cui si lavora è prevedere due ospedali di secondo livello, “funzionali”, Pescara-Chieti, e Teramo-L’Aquila. Ma si registra in queste ore il forte nervosismo del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, che teme un’eccessiva penalizzazione del nosocomio del capoluogo. Ad aspettare al varco Veri’ l’ex assessore alla Sanita’ Silvio Paolucci, ora capogruppo del Partito Democratico. Che contattato da Abruzzoweb preferisce per ora non rilasciare dichiarazioni, ”devo prima studiare le carte”, si limita ad affermare.
Lancia invece già bordate il teramano Sandro Mariani di Abruzzo in Comune. ”Non ci è stato innanzitutto consegnato il testo del provvedimento, da poter studiare e approfondire. Ma non c’è problema, l’argomento lo conosciamo bene, ci metteemo pochi minuti a capire il contenuto”.
E soprattutto, conferma Mariani, ”girano voci secondo le quali gli ospedali di Teramo e L’Aquila, nelle intenzioni della maggioranza, saranno penalizzatii, non saranno veri e propri ospedali di secondo livello, perderanno eccellenze. Staremo a vedere…”
Da quanto trapela, sarà poi prorogato il termine per adeguarsi ai nuovi standard, da parte degli ospedali di Popoli e Penne. Gli ospedali di Sulmona e Giulianova, rischiano di essere ridimensionati ad ospedali di base. Sarà fatto salvo, una volta per tutte il Punto nascite della città peligna.
Non sorprende che la nuova maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio anche lui Fdi, sulla vicenda ha tenuto finora le carte ben coperte, quanto era all’opposizione ha lanciato bordate contro il decreto.
Tanto è vero che Verì proprio ad Abruzzoweb ha confidato che la soluzione sarebbe proprio di superare il decreto Lorenzin, del resto nato nel governo di centrosinistra di Matteo Renzi.
“Purtroppo il decreto Lorenzin è ancora in vigore – aveva spiegato Verì – e per il momento non viene cambiato. A livello ministeriale ho chiesto proprio un affiancamento per far capire meglio quali sono i nostri reali fabbisogni. In base ai nostri abitanti, in Abruzzo potrebbero esserci solo due ospedali di secondo livello, ma occorre anche completare quello che è un Dea di secondo livello, in Abruzzo nessuna realtà è infatti completa”.





