CHIETI – Alla vigilia della riunione del Cal (Consiglio per l’autonomia locale) di domani, Chieti, i suoi cittadini e la sua classe dirigente si sono raccolti nell’androne della Provincia, luogo simbolo della battaglia per la sopravvivenza della città e della sua provincia, per ribadire la volontà di rimanere con gli attuali confini che ha adesso.
La legge glielo permette, in quanto la provincia teatina è l’unica tra le quattro abruzzesi a soddisfare tutti i parametri richiesti dal governo per rimanere autonoma, e dunque sul colle si preme perché questo sia il futuro della trimillenaria città e del suo territorio.
Ha avuto inizio alle 17.30, oggi pomeriggio, l’incontro pubblico organizzato dal presidente del Consiglio comunale Marcello Michetti a difesa del “ruolo di Chieti e della sua provincia”.
Presente la giunta comunale, i rappresentanti di associazioni ed organismi cittadini, il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio e tanti Teatini, sinceramente preoccupati per il futuro della loro città.
Assente, ma solo per impegni precedentemente assunti, il sindaco Umberto Di Primio, sempre e comunque in prima fila nel portare avanti la battaglia per l’autonomia della provincia teatina. C’era invece il vice sindaco Bruno Di Paolo che ha fatto molto parlare con la sua proposta di regalare i voti del suo partito, la lista civica di Giustizia sociale, al partito che avrebbe abbracciato la causa di “Chieti provincia autonoma”.
Una provocazione (che a dire il vero sa anche di voto di scambio) che apre a più di un punto interrogativo: non si è mica aperta la campagna elettorale in città e, senza che ce ne siamo accorti, Di Paolo ha avviato già le contrattazioni?
E’ vero che la coalizione di centrodestra al Comune in questo momento non gode di particolare salute politica, ma si deve almeno aspettare il voto sull’assestamento di bilancio (da tanti indicato come la vera cartina di tornasole della tenuta politia della maggioranza Di Primio) per capire quale sarà il futuro di questa amministrazione.
Quanto al pacchetto di voti che Di Paolo considera come suoi, siamo sicuri che, pure fossero tanti quanti Di Paolo si aspetta, possano essere trasportati senza problemi da una parte all’altra? (ar.ia.)






