L’AQUILA – Pierluigi Caputi, uno dei tre ex dirigenti della Regione Abruzzo condannati per disastro colposo ieri a Perugia nel processo di appello bis per la tragedia di Rigopiano, ricopre da anni in incarico molto prestigioso.

È infatti commissario straordinario nominato dal Governo per la messa in sicurezza dell’acquifero nell’ambito del sistema Gran Sasso, incarico prorogato per altri tre anni nei giorni scorsi, come annunciato dal Ministero delle Infrastrutture, nell’ambito del decreto infrastrutture, confermando i contratti dei due commissari straordinari, oltre a Caputi anche Marco Corsini, incaricati degli interventi di messa in sicurezza antisismica sull’autostrada A24–A25 gestita da Strada dei Parchi, spa del gruppo industriale Toto, che collega Roma all’Aquila e Teramo.

Caputi, 74 anni, aquilano, condannato a due anni insieme agli ex dirigenti regionali Carlo Visca e Vincenzo Antenucci, è in pensione dopo essere stato a lungo un alto dirigente della Regione Abruzzo nel ciclo idrico integrato.

È stata proprio questa sua capacità e conoscenza che lo hanno fatto assurgere al rango di esperto nazionale e che lo ha portato alla nomina, da parte del Consiglio dei ministri guidato dal premier Giorgia Meloni, di commissario per l’emergenza Gran Sasso con la finalità di evitare infiltrazioni nelle falde acquifere gestite dalla società pubblica regionale Ruzzo spa, garantendo la sicurezza del sistema viario e dei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso che insistono nel traforo.

Nominato in quota Lega, Caputi è stato indicato dallo stesso presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, di Fdi, come figura qualificata per affrontare le criticità realtive alla messa in sicurezza antisismica e accelerare i tempi di esecuzione delle lavorazioni, limitando i disagi per l’utenza autostradale che hanno generato numerose polemiche,

I commissari Caputi e Corsini erano scaduti a fine anno. La novità introdotta con il decreto infrastrutture, è che sul primo vengono unificate tutte le competenze, quelle di Corsini sulla messa a norma della galleria, e le originarie relative al traforo del Gran Sasso che sostanzialmente riguardano la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, che rifornisce circa 700mila abruzzesi, per evitare che il sistema viario e quello dei laboratori nazionali di fisica nucleare possano causare infiltrazioni nelle falde.

Corsini resterà responsabile degli interventi di messa a norma sismica sull’infrastruttura, un maxi piano miliardario che peraltro è al palo da 14 anni visto che era previsto nella legge di stabilità nazionale 228 del 2012 nella quale le due arterie, in riferimento al sisma dell’Aquila 2009, vengono definite strategiche ai fini di protezione civile.