L’AQUILA – Una mozione sulle riforme costituzionali, con la quale il Consiglio comunale dell’Aquila esprima la propria contrarietà a riforma della legge elettorale e riforma del Senato, il cui “combinato disposto, da una parte, offrirà un potere praticamente assoluto al partito o alla lista che, con il 40% dei voti, conquisterà il 55% dei seggi alla Camera con una maggioranza che determinerà la composizione di Corte costituzionale, Consiglio superiore della magistratura e l’elezione dello stesso Presidente della Repubblica; dall’altra comprimerà ulteriormente il diritto alla sovranità popolare dei cittadini modificando e mortificando gli istituti costituzionali di democrazia diretta,  alzando le soglie per il loro esercizio (da 500mila a 800mila firme per i referendum abrogativi e da 50 mila a 150 mila per le leggi di iniziativa popolare)”.

Si legge in una lettera aperta che il Comitato cittadino di Possibile scrive al Consiglio comunale dell’Aquila, presentando una bozza di mozione per esprimere “l’allarme contro una deriva autoritaria contro la quale si stanno costituendo in tutta Italia Comitati referendari per il No al Referendum confermativo sulla riforma costituzionale e per ribadire che l’obiettivo della “stabilità del governo del paese e dell’efficienza dei processi decisionali nell’ambito parlamentare non può produrre un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica, come ha scritto la Corte costituzionale”.

L’Aquila Possibile, quindi, “auspica una rapida presa di posizione del Consiglio con votazione ed approvazione della mozione, andando al fianco ad altri Consigli comunali di importanti Comuni italiani, partendo da quello di Pisa, che ha approvato analoga mozione lo scorso giovedì”.

Nell’occasione, L’Aquila Possibile propone “anche a L’Aquila, il Comitato per il No al referendum costituzionale, insieme a tutte le forze politiche, sociali e civiche realmente interessate a dare battaglia politica sulla riforma”.