CHIETI – Un “no” nel merito, ma anche un no politico quello che l’onorevole Fabrizio Di Stefano e la sua fondazione Cantiere Abruzzo – Italia dicono al referendum costituzionale.
Ieri sera, giovedì 30 giugno, all’hotel Dragonara di San Giovanni Teatino (Chieti), l’esponente di Forza Italia ha lanciato la campagna referendaria chiamando a raccolta tutto il popolo di centrodestra che a lui fa riferimento.
Al tavolo con Di Stefano erano seduti il capogruppo di Forza Italia in Regione, Lorenzo Sospiri, il presidente della Commissione vigilanza, Mauro Febbo, e il presidente della Commissione speciale sul fenomeno migratorio, Emilio Iampieri.
Ad ascoltarli, una sala era piena di amministratori di centrodestra.
Partendo dalla questione di merito, Di Stefano ha elencato 10 punti per dire no al referendum costituzionale.
“Non si cambia la Costituzione con un colpo di mano di una finta maggioranza, quella italiana era la Costituzione di tutti, il referendum non potrà sanare né compensare un vizio di origine, la Costituzione deve unire e non dividere, il combinato disposto con la legge elettorale porta il premierato assoluto, saltano pesi e contrappesi, il nuovo Senato è solo un pasticcio, non funziona il riparto di competenze Stato-Regioni-Autonomie Locali, sostituisce il centralismo al pluralismo e alla sussidiarietà e si crea inefficienza, e infine non si valorizza il principio di responsabilità”.
Ma c’è anche un “no” detto per ragioni politiche.
“È stato Matteo Renzi a voler personalizzare questo referendum – dice l’onorevole – e allora noi rispondiamo andando a votare contro il governo Renzi e, in Abruzzo, anche contro il governo regionale di Luciano D’Alfonso e delle varie amministrazioni di centrosinistra che in questo momento governano in regione e che secondo noi stanno facendo molto male. E avremo occasione di dimostrarlo anche in questo passaggio referendario”.






