L’AQUILA – Lanfranco Venturoni, fino a giovedì agli arresti domiciliari nell’ambito nell’inchiesta sui rifiuti, è di nuovo formalmente assessore regionale alla Sanità e consigliere regionale del Pdl.
Infatti, con la revoca dei domiciliari e il provvedimento di obbligo di dimora da parte del tribunale del riesame emesso giovedì scorso, sono venute meno le cause della sospensione dalla due cariche scattata per via della misura di custodia cautelare.
Per l’obbligo di dimora non è prevista la sospensione. Venturoni torna anche a ricevere l’indennità piena visto che nel corso della sospensione la legge prevede una sensibile riduzione.
Era stato lo stesso presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, a comunicare la sospensione nella seduta successiva all’arresto.
Venturoni, che non ha mai presentato le dimissioni, allo stato, non può partecipare alle sedute di Consiglio e di Giunta che si svolgono, secondo lo Statuto regionale, all’Aquila e Pescara.
I legali dell’assessore, che ha sempre rigettato le accuse di corruzione, stanno approfondendo la questione.
La situazione potrebbe sbloccarsi e con una richiesta al giudice Venturoni potrebbe ottenere un permesso.
Politicamente non ci dovrebbero essere problemi perché il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, che ha inviato messaggi di solidarietà al suo fedelissimo, ha più volte sostenuto che le conseguenze politiche sono legate all’accertamento dei fatti.
Per questo non ha mai firmato il decreto revoca della carica di assessore a Venturoni.






