PESCARA – “Non ho preso soldi e penso che sia la cosa più importante. Si è parlato di fatti tecnici, amministrativi e procedurali: c’è un’inchiesta in corso, credo non sia opportuno dire altro”.

Lo ha detto l’ex sindaco di Montesilvano (Pescara), Pasquale Cordoma (nella foto), indagato nell’ambito dell’inchiesta “rifiutopoli”, al termine dell’interrogatorio presso la Procura di Pescara.

Cordoma ha detto di aver chiarito la sua posizione. A proposito dei rapporti con il “ras” dei rifiuti, l’imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio “li posso in qualche modo esternare dicendo che non ho preso soldi prima della campagna elettorale”, ha affermato.

Sulla proroga dell’affidamento all’Ecoemme il primo cittadino dimissionario ha detto che “non è stata una scelta politica, ma una non decisione, una decisione veramente difficile, ci sono tante leggi che contrastano tra loro, situazioni difficili”.

Cordoma ha anche aggiunto che il suo partito non ha inciso sulla vicenda Ecoemme e che da parte sua non c’è stato un cambiamento di rotta.

A proposito della realizzazione di un termovalorizzatore a Montesilvano, ipotesi che risulta da un’intercettazione, Cordoma ha sostenuto di essersi solo informato su come funzionava e cos’era. “È un’idea – ha precisato- che è nata e morta lì stesso”.

A proposito delle sue dimissioni, infine, Cordoma ha detto che hanno “motivazioni politiche” e non ha escluso ripensamenti se ci saranno le condizioni.

“La mia decisione rimane ferma – ha assicurato ai cronisti – Adesso ci sono contatti politici con questi consiglieri, vediamo. Se dovessi decidere di tornare indietro dovrà essere assicurata una legislatura fino alla fine. Avevamo un programma da realizzare, se attorno a questo programma si trova una convergenza senza se e senza ma, senza blitz e intoppi, sono anche disposto a ritirare le dimissioni. Oggi la vedo dura, mancano ancora quindici giorni, vediamo”.

L’ARRIVO IN TRIBUNALE

MONTESILVANO – È appena arrivato al tribunale di Pescara per essere ascoltato dai magistrati l’ex sindaco di Montesilvano (Pescara) Pasquale Cordoma, indagato nell’inchiesta sui rifiuti. L’inchiesta sui rifiuti che riguarda Montesilvano ruota attorno all’Ecoemme la società mista composta dal Comune, dalla Deco spa dei fratelli Di Zio e dalla Comunità montana Vestina.

A far partire l’indagine la denuncia dell’ex presidente dell’Ecoemme Domenico Di Carlo, nominato alla guida della società dal sindaco Cordoma. Di Carlo avrebbe rilevato una situazione di illiceita’ in quanto la legge imponeva la cessazione, alla data del 31 dicembre 2006, di tutti i partenariati concessi senza gara pubblica.

Inizialmente l’ex primo cittadino si sarebbe schierato dalla parte di Di Carlo ma poi avrebbe cambiato rotta. Per l’accusa l’atteggiamento di Cordoma sarebbe mutato dopo il contributo elettorale versato da Rodolfo Di Zio a Lorenzo Sospiri.

“I 10 mila euro versati a Lorenzo Sospiri – scrive il gip Guido Campli nell’ordinanza di custodia cautelare a carico dell’assessore regionale Lanfranco Venturoni e di Rodolfo Di Zio – sono da porre in diretta relazione con la necessità di comprare i favori del sindaco Cordoma che nell’ambito della partecipata comunale Ecoemme improvvisamente recede da ogni velleità di controllo sul partner privato Deco spa”.