PESCARA – “Uno spettacolo indecoroso in uno dei momenti di massimo sconcerto dei cittadini”.

Così il senatore Partito democratico, Giovanni Legnini (nella foto), parla degli attacchi alla magistratura arrivati dal Popolo della libertà dopo l’inchiesta della Procura pescarese sui rifiuti.

“Il Pd chiede un cambiamento radicale – prosegue rivolgendosi a Chiodi e alla Giunta regionale abruzzese – Se hanno la forza per rompere con l’andazzo di questi due anni, è bene. Altrimenti si facciano rapidamente da parte”.

“Se Chiodi e compagnia vogliono accogliere la sfida – afferma Legnini in una nota – devono dire con chiarezza che la legge sulla ricostruzione va cambiata, che il piano di riordino della sanità va cambiato, che i Fas vanno spesi su poche e corpose misure di sostegno all’economia e per l’occupazione, che molti carrozzoni del passato vanno chiusi, che gli affaristi vanno allontanati dalla sfera pubblica e che le imprese sane vanno sostenute con coraggio”.

“Devono nominare i nuovi assessori all’Ambiente e alla Sanità e non fare come Berlusconi, che da cinque non nomina il ministro dello Sviluppo economico”, ricorda il senatore.

“La posizione del Pd, più volte espressa dal segretario regionale Paolucci – prosegue – è chiara e responsabile: non commentiamo le indagini, siamo garantisti e rispettosi del lavoro della magistratura, chiediamo sentenze rapide per tutti, siamo molto preoccupati per l’Abruzzo. È valso ieri e vale oggi”.

“Chiodi, Pastore e gli altri – continua – piuttosto che lanciarsi in sterili e fumosi attacchi alla magistratura, spieghino perché un assessore regionale, agli arresti da dieci giorni, non si dimette, unico caso in Italia, mentre a Roma si discute di costi standard della sanità in assenza dell’assessore abruzzese”.

“La verità – conclude Legnini – è che la credibilità della giunta Chiodi è caduta verticalmente perché questa classe dirigente, frutto casuale dello shock post-trauma giudiziario del 2008, doveva guadagnarsi sul campo la vittoria gratuita di due anni fa, ma ciò non è avvenuto”.