PESCARA – Per risolvere il problema rifiuti ed evitare che, a breve, la provincia di Pescara possa essere colpita da vere e proprie emergenze, il consigliere provinciale Idv, Attilio Di Mattia ha presentato, oggi, una nuova metodologia di trattamento e recupero dei rifiuti indifferenziati, già utilizzata a Tel Aviv, a Los Angeles, a Sidney, e presto anche in Italia, a Civitavecchia (Roma) e forse a Napoli.

La nuova tecnologia, chiamata “Arrow Bio” e brevettata da una società israeliana, consiste in un trattamento a freddo, che separa i rifiuti attraverso l’utilizzo di acqua a ciclo chiuso.

“Con questa metodologia – ha spiegato Di Mattia – la separazione dei rifiuti avviene a valle e non a monte. I cittadini, dunque, non devono preoccuparsi di nulla”.

Il consigliere dell’Idv ha sottolineato che è una sorta di “differenziata automatica”, anche se non vuole porsi “in antitesi alla raccolta differenziata”.

Nel corso di una conferenza stampa, tenuta insieme ad Andrea Sanità dell’associazione “Abruzzo Sostenibile” e al presidente della Commissione provinciale Ambiente, Roberto Pasquali, il consigliere ha fatto presente che la nuova tecnologia permette di recuperare l’80-90 per cento dei materiali.

Per quanto riguarda i costi, Di Mattia ha spiegato che si aggirano sui 10 e 15 milioni di euro per un impianto da 50 mila tonnellate.

“È ovvio – ha sottolineato – che la liquidità negli enti non c’é, però esistono leasing operativi e finanziari. Il costo fisso quindi è alto, ma si può tranquillamente ammortizzare. Il nostro obiettivo è di inserire il nuovo sistema nel piano provinciale dei rifiuti”.

A tal proposito, Pasquali ha annunciato che la Commissione valuterà approfonditamente questa ed altre proposte tecnologicamente avanzate, anche attraverso seminari e sopralluoghi.

“La metodolgia illustrata oggi – ha sottolineato – andrebbe a superare tutta una serie di problematiche, tra cui quella della localizzazione di nuove discariche. Anche a livello ambientale l’impatto sarebbe bassissimo”.