L’AQUILA – “Le dichiarazioni del segretario regionale della Lega-Salvini in Abruzzo, Giuseppe Bellachioma, attestano lo stato confusionale del centrodestra abruzzese. L’accordo raggiunto ieri, attraverso l’autodeterminazione dei sindaci eletti direttamente dai cittadini, come prevede lo statuto dell’ente che assegna tale potere ai rappresentanti dei Comuni, è un accordo di profilo istituzionale, che se da un lato consegna una prevalenza al centrosinistra in virtù di una maggiore presenza nelle amministrazioni, dall’altro trova un equilibrio che rappresenta tutti i territori e tutte le aree politiche”.
Così Silvio Paolucci, assessore regionale al bilancio, risponde alle accuse della Lega sulla questione delle nomine Agir, finite al centro della polemica per via del metodo, considerato “illegale” da Bellachioma.
Sarà il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi a svolgere la funzione di presidente dell’assemblea, mentre nel Comitato direttivo (il Cda) entrano i sindaci di Pescara, Marco Alessandrini, Avezzano (L’Aquila) Gabriele De Angelis, San Salvo (Chieti) Tiziana Magnacca, Elice (Pescara) Domenico De Massis, Bellante (Teramo) Giovanni Melchiorre, Cansano (L’Aquila) Mario Ciampaglione e Guardiagrele (Chieti) Simone Dal Pozzo, con un accordo di massima che assegna al sindaco di Pescara il ruolo di presidente di questo organismo esecutivo.
“Le province sono così rappresentate in modo equilibrato e nelle loro diverse articolazioni politiche e territoriali. I sindaci svolgeranno tali funzioni senza nessun compenso aggiuntivo e quindi senza oneri per la finanza pubblica. La governance del Servizio integrato di gestione dei rifiuti è un bene pubblico che va sottratto alle logiche di parte”, aggiunge Paolucci.
“Operare per un ampio accordo tra le parti politiche e soprattutto tra le amministrazioni comunali, che secondo la legge sono le titolari del servizio pubblico, e non i partiti, è un atteggiamento di correttezza verso i cittadini, che meritano uguale tutela, quale che sia il colore politico delle amministrazioni elette. Non si può accusare di spartizione delle poltrone chi ha operato in tal senso, ma semmai coloro che hanno ostacolato un’ampia intesa e hanno abbandonato l’assemblea in quanto non sono stati in grado di trovare un equilibrio all’interno della propria coalizione, proprio in nome di quella spartizione che si vuole attribuire ad altri – conclude – L’intera Giunta regionale non può che rallegrarsi che si sia alla fine trovato un compromesso politico che garantisce rappresentanza all’intero territorio regionale, alle città maggiori come ai piccoli Comuni, alle zone interne come ai Comuni costieri. Ciò si chiama rispetto delle istituzioni e si chiama politica nell’interesse dei cittadini”.





